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Regina Coeli 2005 - Angelus 2005

Last Update: 4/18/2013 2:25 PM
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4/13/2013 12:14 AM
 
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BENEDETTO XVI

REGINA CÆLI

Piazza San Pietro
VI Domenica di Pasqua, 1° maggio 2005

  

Regina Cæli, 1° maggio 2005, VI Domenica di Pasqua
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]


Carissimi Fratelli e Sorelle!

Mi rivolgo a voi per la prima volta da questa finestra, che l’amata figura del mio Predecessore ha reso familiare a innumerevoli persone nel mondo intero. Di domenica in domenica Giovanni Paolo II, fedele ad un appuntamento diventato un’amabile consuetudine, ha accompagnato per oltre un quarto di secolo la storia della Chiesa e del mondo e noi continuiamo a sentirlo più che mai vicino. Il mio primo sentimento è ancora di gratitudine verso coloro che mi hanno sostenuto in questi giorni con la preghiera e verso quanti da ogni parte del mondo mi hanno inviato messaggi e voti augurali.

Vorrei salutare con particolare affetto le Chiese ortodosse e le Chiese ortodosse orientali, che proprio in questa domenica celebrano la Risurrezione di Cristo. A questi nostri cari fratelli rivolgo il tradizionale annuncio di gioia: Christós anesti! Sì, Cristo è risorto, è veramente risorto. Auguro di cuore che la celebrazione della Pasqua sia per loro una corale preghiera di fede e di lode a Colui che è il nostro comune Signore, e che ci chiama a percorrere con decisione il cammino verso la piena comunione.

Quest’oggi iniziamo il mese di maggio con una memoria liturgica tanto cara al popolo cristiano, quella di San Giuseppe Lavoratore. Fu istituita dal Papa Pio XII di venerata memoria proprio cinquant’anni or sono, per sottolineare l’importanza del lavoro e della presenza di Cristo e della Chiesa nel mondo operaio. E’ necessario testimoniare anche nell’odierna società il "Vangelo del lavoro", di cui parlava Giovanni Paolo II nell’Enciclica Laborem exercens. Auspico che non manchi il lavoro specialmente per i giovani, e che le condizioni lavorative siano sempre più rispettose della dignità della persona umana.

Penso con affetto a tutti i lavoratori e saluto quelli raccolti in Piazza San Pietro appartenenti a numerose associazioni. In particolare saluto gli amici delle ACLI (Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani), che celebrano quest’anno il sessantesimo di fondazione, ed auguro loro di continuare a vivere la scelta della "fraternità cristiana" come valore da incarnare nel campo del lavoro e della vita sociale, perché la solidarietà, la giustizia e la pace siano i pilastri su cui costruire l’unità della famiglia umana.

Rivolgo, infine, il pensiero a Maria: a Lei è particolarmente dedicato il mese di maggio. Con la parola e, più ancora, con l’esempio il Papa Giovanni Paolo II ci ha insegnato a contemplare Cristo con gli occhi di Maria, specialmente valorizzando la preghiera del Santo Rosario. Con il canto del Regina Caeli, affidiamo alla Vergine tutte le necessità della Chiesa e dell’umanità.


Dopo il Regina Cæli

In questi giorni mi ritrovo spesso a pensare a tutti i popoli che soffrono a causa di guerre, malattie e povertà. In particolare, oggi sono vicino alle care popolazioni del Togo, sconvolte da dolorose lotte interne. Per tutte queste nazioni imploro il dono della concordia e della pace.

Saludo ahora cordialmente a los fieles de las parroquias Santa Joaquina Vedruna, de Barcelona, y Santa Catalina de Siena, de Madrid, que participan en esta oración mariana. Queridos hermanos: que la visita a las tumbas de los Apóstoles os confirme en vuestro compromiso de total entrega a Cristo y a su Iglesia.

Saluto con affetto i fedeli provenienti da Budapest e da Pécs, in Ungheria; i Fratelli e le Sorelle Laici Canossiani; i bambini della Scuola Materna di Abbasanta, in Sardegna, con i loro insegnanti e i genitori; e il Reggimento Genio Ferrovieri di Bologna.

E finalmente una buona domenica a tutti voi. Grazie per l'attenzione.

Il Santo Padre si è accomiatato con queste parole: 

Buona domenica a tutti!
 


[SM=g27998]


REGINA CÆLI

Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

Piazza San Pietro
VII Domenica di Pasqua, 8 maggio 2005

 

Regina Cæli, 8 maggio 2005, VII Domenica di Pasqua
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]


Alle ore 10, prima della recita del Regina Cæli, il Santo Padre si è affacciato dalla finestra dello Studio Privato rivolgendo ai presenti in Piazza San Pietro le seguenti parole: 

Buongiorno cari bambini, benvenuti in Piazza San Pietro.

Vi auguro una buona festa della Maratona di Primavera che si svolge anche in altre città d'Italia. Vi auguro grande gioia e sono contento di vedervi qui in Piazza. La mia benedizione e saluti ai vostri genitori, ai vostri amici e buon svolgimento di questa festa. Adesso vi benedico e la benedizione vale per tutti voi, per i vostri amici e per le vostre famiglie. Vi benedica Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo.

E non vogliamo dimenticare che oggi è anche la festa della mamma. Pensiamo tutti alle mamme con tutta la nostra gratitudine e preghiamo particolarmente per loro. Auguri a voi tutti e particolarmente alle mamme.

Grazie e buona domenica a voi tutti.

***

Cari Fratelli e Sorelle!

Oggi in molti Paesi, tra cui l’Italia, si celebra la solennità dell’Ascensione del Signore al Cielo. In questa festa la Comunità cristiana è invitata a volgere lo sguardo a Colui che, quaranta giorni dopo la sua risurrezione, fra lo stupore degli Apostoli "fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo" (At 1,9). Siamo pertanto chiamati a rinnovare la nostra fede in Gesù, l’unica vera àncora di salvezza per tutti gli uomini. Salendo al Cielo, Egli ha riaperto la via verso la nostra patria definitiva, che è il paradiso. Ora, con la potenza del suo Spirito, ci sostiene nel quotidiano pellegrinaggio sulla terra.

Nell’odierna domenica si tiene la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema "I mezzi di comunicazione al servizio della comprensione tra i popoli". Nell’attuale epoca dell’immagine i mass media costituiscono effettivamente una straordinaria risorsa per promuovere la solidarietà e l’intesa della famiglia umana. Ne abbiamo avuto recentemente una prova straordinaria in occasione della morte e delle solenni esequie dell’amato mio Predecessore Giovanni Paolo II. Tutto dipende, però, dal modo in cui vengono usati. Questi importanti strumenti della comunicazione possono favorire la conoscenza reciproca e il dialogo, oppure, al contrario, alimentare il pregiudizio e il disprezzo tra gli individui e i popoli; possono contribuire a diffondere la pace o a fomentare la violenza. Ecco perché occorre sempre fare appello alla responsabilità personale; è necessario che tutti facciano la loro parte per assicurare in ogni forma di comunicazione obiettività, rispetto della dignità umana e attenzione al bene comune. In tal modo si contribuisce ad abbattere i muri di ostilità che ancora dividono l’umanità, e si possono consolidare quei vincoli di amicizia e di amore che sono segni del Regno di Dio nella storia.

Ritorniamo al mistero cristiano dell’Ascensione. Dopo che il Signore fu salito al Cielo, i discepoli si raccolsero in preghiera nel Cenacolo, con la Madre di Gesù (cfr At 1,14), invocando insieme lo Spirito Santo, che li avrebbe rivestiti di potenza per la testimonianza da rendere a Cristo risorto (cfr Lc 24,49; At 1,8). Ogni comunità cristiana, unita alla Vergine Santissima, rivive in questi giorni tale singolare esperienza spirituale in preparazione alla solennità della Pentecoste. Anche noi ci rivolgiamo ora a Maria con il canto del Regina Caeli, implorando la sua protezione sulla Chiesa e specialmente su quanti si dedicano all’opera di evangelizzazione mediante i mezzi della comunicazione sociale.


Dopo il Regina Cæli:

Saluto i partecipanti alla "Maratona di Primavera – Festa della Scuola", che si è svolta questa mattina a Roma, come pure a Trento e in altre città italiane. Auspico che la formazione delle nuove generazioni sia sempre al centro dell’attenzione della comunità ecclesiale e delle pubbliche istituzioni.

I greet with affection all the English-speaking visitors present today, including groups from Denmark and the Netherlands. May the peace and joy of Christ our Risen Lord be with you.

Saludo a los peregrinos de lengua española, especialmente a los alumnos del Colegio "Jesús Maestro", de Madrid. Que la Palabra de Jesucristo, en esta Solemnidad de la Ascensión, os aliente en vuestros compromisos apostólicos: "Id y haced discípulos de todos los pueblos". ¡Feliz domingo!

Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli di Castel di Croce e Force, che celebrano il centenario della morte della beata Assunta Pallotta. Saluto inoltre i gruppi provenienti dalle diocesi di Lugano, Torino, Vercelli, Benevento, Bari e Altamura, come pure la scuola "Don Francesco Gattola" di Massa Lubrense.

Buona domenica a tutti!


[SM=g27998]


REGINA CÆLI

Piazza San Pietro
Domenica di Pentecoste, 15 maggio 2005

 

Regina Cæli, 15 maggio 2005, Solennità di Pentecoste
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]


Cari fratelli e sorelle!

Chiedo anzitutto scusa per il mio grande ritardo! Ho avuto la grazia di poter ordinare oggi, giorno dello Spirito Santo, ventuno nuovi sacerdoti per la Diocesi di Roma. E una tale raccolta di Dio dura naturalmente anche un po' di tempo! Grazie per la vostra comprensione!

Nella Basilica di San Pietro si è da poco conclusa la Celebrazione eucaristica durante la quale ho avuto la gioia di ordinare 21 nuovi sacerdoti. E’ un evento che segna un momento di crescita importante per la nostra Comunità. Dai ministri ordinati, infatti, essa riceve vita, soprattutto mediante il servizio della Parola di Dio e dei Sacramenti. Questo, dunque, è un giorno di festa per la Chiesa di Roma. E per i sacerdoti novelli, questa è in modo speciale la loro Pentecoste: ad essi rinnovo il mio saluto e prego perché lo Spirito Santo accompagni sempre il loro ministero. Rendiamo grazie a Dio per il dono dei nuovi presbiteri, e preghiamo che a Roma come pure nel mondo intero fioriscano e maturino numerose e sante vocazioni sacerdotali.

La felice coincidenza tra la Pentecoste e le Ordinazioni presbiterali mi invita a sottolineare il legame indissolubile che esiste, nella Chiesa, tra lo Spirito e l’istituzione. Lo accennavo già sabato scorso, prendendo possesso della Cattedra di Vescovo di Roma, a San Giovanni in Laterano. La Cattedra e lo Spirito sono realtà intimamente unite, così come lo sono il carisma e il ministero ordinato. Senza lo Spirito Santo, la Chiesa si ridurrebbe a un’organizzazione meramente umana, appesantita dalle sue stesse strutture. Ma, a sua volta, nei piani di Dio lo Spirito si serve abitualmente delle mediazioni umane per agire nella storia. Proprio per questo Cristo, che ha costituito la sua Chiesa sul fondamento degli Apostoli stretti intorno a Pietro, l’ha anche arricchita del dono del suo Spirito, affinché nel corso dei secoli la conforti (cfr Gv 14,16) e la guidi alla verità tutta intera (cfr Gv 16,13). Possa la Comunità ecclesiale restare sempre aperta e docile all’azione dello Spirito Santo per essere tra gli uomini segno credibile e strumento efficace dell’azione di Dio!

Affidiamo questo auspicio all’intercessione della Vergine Maria, che oggi contempliamo nel mistero glorioso della Pentecoste. Lo Spirito Santo, che a Nazaret era sceso su di Lei per renderLa Madre del Verbo incarnato (cfr Lc 1,35), è sceso oggi sulla Chiesa nascente riunita intorno a Lei nel Cenacolo (cfr At 1,14). Invochiamo con fiducia Maria Santissima, perché ottenga una rinnovata effusione dello Spirito sulla Chiesa dei nostri giorni.


Dopo il Regina Cæli:

Grazie! Grazie! Cari fratelli e sorelle, oggi in questa bella domenica di Pentecoste trovo saluti solo in due lingue: quella tedesca e quella italiana!

Sehr herzlich grüße ich die Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache. Besonders heiße ich eine Gruppe von Jugendlichen der Gemeinschaft Sant’Egidio aus Deutschland willkommen. Vertraut stets auf das Wirken des Heiligen Geistes! Er hilft euch, als frohe Zeugen Christi das Evangelium der Liebe und der Hoffnung zu allen Menschen zu bringen. Allen ein gesegnetes Pfingstfest!

Rivolgo il mio cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto i rappresentanti della Confederazione Nazionale delle Misericordie di Firenze, i fedeli di Avigliano Umbro e di Castel del Piano di Perugia.

A tutti auguro buona festa di Pentecoste.

Buona domenica! Grazie! Grazie! Arrivederci! Grazie!

 

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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4/13/2013 12:23 AM
 
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BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Solennità della Santissima Trinità
Domenica, 22 maggio 2005

 

Angelus, 22 maggio 2005, Solennità della Santissima Trinità
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]


Cari fratelli e sorelle!

Oggi la liturgia celebra la solennità della Santissima Trinità, quasi a sottolineare che nella luce del mistero pasquale si rivela appieno il centro del cosmo e della storia: Dio stesso, Amore eterno e infinito. La parola che riassume tutta la rivelazione è questa: "Dio è amore" (1 Gv 4,8.16); e l’amore è sempre un mistero, una realtà che supera la ragione senza contraddirla, anzi, esaltandone le potenzialità. Gesù ci ha rivelato il mistero di Dio: Lui, il Figlio, ci ha fatto conoscere il Padre che è nei Cieli, e ci ha donato lo Spirito Santo, l’Amore del Padre e del Figlio. La teologia cristiana sintetizza la verità su Dio con questa espressione: un'unica sostanza in tre persone. Dio non è solitudine, ma perfetta comunione. Per questo la persona umana, immagine di Dio, si realizza nell’amore, che è dono sincero di sé.

Contempliamo il mistero dell’amore di Dio partecipato in modo sublime nella Santissima Eucaristia, Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo, ripresentazione del suo Sacrificio redentore. Per questo sono lieto di rivolgere oggi, festa della Santissima Trinità, il mio saluto ai partecipanti al Congresso Eucaristico della Chiesa italiana, che si è aperto ieri a Bari. Nel cuore di questo Anno dedicato all’Eucaristia, il popolo cristiano converge intorno a Cristo presente nel Santissimo Sacramento, fonte e culmine della sua vita e della sua missione. In particolare, ogni parrocchia è chiamata a riscoprire la bellezza della Domenica, Giorno del Signore, in cui i discepoli di Cristo rinnovano nell’Eucaristia la comunione con Colui che dà senso alle gioie e alle fatiche di ogni giorno. "Senza la Domenica non possiamo vivere": così professavano i primi cristiani, anche a costo della vita, e così siamo chiamati a ripetere noi oggi.

In attesa di recarmi di persona domenica prossima a Bari per la Celebrazione eucaristica, sono sin da ora spiritualmente unito a questo importante evento ecclesiale. Invochiamo insieme l’intercessione della Vergine Maria, perché giornate di così intensa preghiera e adorazione di Cristo Eucaristia accendano nella Chiesa italiana un rinnovato ardore di fede, di speranza e di carità. A Maria vorrei anche affidare tutti i bambini, gli adolescenti e i giovani che in questo periodo fanno la loro prima Comunione o ricevono il sacramento della Cresima. Con questa intenzione recitiamo ora l’Angelus, rivivendo con Maria il mistero dell’Annunciazione.


Dopo l'Angelus:

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española, especialmente a los miembros de la Obra de la Iglesia, llegados para participar en esta oración mariana. Profesad vuestra fe en la Santísima Trinidad, glorificando, con vuestras palabras y acciones, al Padre, al Hijo y al Espíritu Santo. ¡Felíz domingo!

Pozdrawiam pielgrzymów z Polski. Wszystkich polecam Matce Bożej i z serca błogosławię.

[Saluto i pellegrini provenienti dalla Polonia. Affido tutti alla Madre di Dio e tutti benedico di cuore.]

Einen glaubensfrohen Gruß richte ich an die Pilger deutscher Sprache, besonders an die Erstkommunionkinder der polnischen Mission in Essen. Aus Liebe zu uns Menschen hat der ewige Vater seinen Sohn gesandt und uns den Heiligen Geist geschenkt, um uns zu Kindern Gottes zu machen. Erweisen wir uns dieser Gnade würdig! Der Dreifaltige Gott erhalte euch allezeit in seiner Liebe!

Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti da Romano di Lombardia, Cassano d’Adda, Piedimonte Matese, Bonifati e Sava; l’UNITALSI di Gualdo Tadino; i ragazzi e i giovani dell’Arcidiocesi di Genova, di Colonnella, di Sant’Ilario d’Enza e di Bellizzi; i bambini di San Vito dei Normanni e il Rotary Club di Salerno. Saluto, inoltre, le missionarie e i volontari dell’Immacolata-Padre Kolbe, come pure le religiose Sorelle della Carità, alle quali auguro ogni bene per il Capitolo Generale.

Auguro a tutti una buona domenica.


[SM=g27998]

VISITA PASTORALE
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
A BARI PER LA CONCLUSIONE DEL
XXIV CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE

ANGELUS

Spianata Marisabella
Domenica, 29 maggio 2005

 

Angelus, 29 maggio 2005, Visita Pastorale a Bari
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]


Cari fratelli e sorelle,

con questa solenne celebrazione liturgica si conclude il XXIV Congresso Eucaristico della Chiesa che è in Italia. Ho desiderato essere presente anch’io a questa grande testimonianza di fede nella divina Eucaristia. Sono lieto di dirvi ora che mi ha molto colpito la vostra fervida partecipazione. Con profonda devozione vi siete tutti stretti attorno a Gesù Eucaristia, al termine di un’intensa settimana di preghiera, di riflessione e di adorazione. I nostri cuori sono colmi di gratitudine, verso Dio e verso quanti hanno lavorato per la realizzazione di un così straordinario evento ecclesiale, particolarmente significativo perché si svolge nel contesto dell’Anno dell’Eucaristia, che ha avuto nel Congresso un suo momento saliente. 

Prima della benedizione finale, recitiamo ora l’Angelus Domini, contemplando il mistero dell’Incarnazione, al quale il mistero dell’Eucaristia è intimamente connesso. Alla scuola di Maria, “donna eucaristica”, come amava invocarla il compianto Giovanni Paolo II, accogliamo in noi stessi, per opera dello Spirito Santo, la presenza viva di Gesù, per portarlo a tutti nell’amore servizievole. Impariamo a vivere sempre in comunione con Cristo crocifisso e risorto, facendoci in questo guidare dalla sua e nostra celeste Madre. Così, nutrita dalla Parola e dal Pane di vita, la nostra esistenza diventerà interamente eucaristica, e si farà perenne rendimento di grazie al Padre per Cristo nello Spirito Santo. 

[SM=g27998]

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 5 giugno 2005

 

Angelus, 5 giugno 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]


Cari fratelli e sorelle!

Venerdì scorso abbiamo celebrato la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, devozione profondamente radicata nel popolo cristiano. Nel linguaggio biblico il "cuore" indica il centro della persona, la sede dei suoi sentimenti e delle sue intenzioni. Nel cuore del Redentore noi adoriamo l’amore di Dio per l’umanità, la sua volontà di salvezza universale, la sua infinita misericordia. Rendere culto al Sacro Cuore di Cristo significa, pertanto, adorare quel Cuore che, dopo averci amato sino alla fine, fu trafitto da una lancia e dall’alto della Croce effuse sangue e acqua, sorgente inesauribile di vita nuova.

La festa del Sacro Cuore è stata anche la Giornata Mondiale per la santificazione dei sacerdoti, occasione propizia per pregare affinché i presbiteri nulla antepongano all’amore di Cristo. Profondamente devoto al Cuore di Cristo fu il beato Giovanni Battista Scalabrini Vescovo, patrono dei migranti, di cui il 1° giugno abbiamo ricordato il centenario della morte. Egli fondò i Missionari e le Missionarie di San Carlo Borromeo, detti "Scalabriniani", per l’annuncio del Vangelo tra gli emigranti italiani. Ricordando questo grande Vescovo, rivolgo il mio pensiero a coloro che si trovano lontani dalla patria e spesso anche dalla famiglia ed auspico che incontrino sempre sul loro cammino volti amici e cuori accoglienti, capaci di sostenerli nelle difficoltà di ogni giorno.

Il cuore che più d’ogni altro rassomiglia a quello di Cristo è senza dubbio il cuore di Maria, sua Madre Immacolata, e proprio per questo la liturgia li addita insieme alla nostra venerazione. Rispondendo all’invito rivolto dalla Vergine a Fatima, affidiamo al suo Cuore Immacolato, che ieri abbiamo particolarmente contemplato, il mondo intero, perché sperimenti l’amore misericordioso di Dio e conosca la vera pace.


Dopo l'Angelus

Varie regioni del mondo sperimentano, nell’ora presente, tensioni sociali e politiche, che rischiano in alcuni casi di sfociare in gravi conflitti. In questo momento, il mio pensiero va particolarmente alla Bolivia e alla preoccupante situazione che vi si sta vivendo. Mentre vi invito a pregare per quella cara popolazione, affido alla Madonna la mia speranza e il mio appello affinché prevalgano in tutti la ricerca del bene comune, il senso di responsabilità e la disponibilità al dialogo aperto e leale.

Volgendo ora il pensiero ad un altro teatro di tensioni e di scontri, unisco la mia voce a quella del Presidente della Repubblica Italiana, del Presidente dell’Afghanistan e dei popoli italiano ed afgano per chiedere la liberazione della volontaria italiana Clementina Cantoni. La dolorosa esperienza che questa nostra sorella sta vivendo sia di stimolo a ricercare con ogni mezzo la pacifica e fraterna intesa tra gli individui e le nazioni.

In Italia si celebra oggi la Giornata dello sport per tutti, istituita per tenere vivi i valori autentici dell’attività sportiva. In particolare, quest’anno viene sottolineato il legame tra lo sport e la natura, secondo il tema scelto dall’UNESCO per l’odierna Giornata Mondiale dell’Ambiente. Auspico che lo sport praticato in modo sano e armonico a tutti i livelli favorisca la fratellanza e la solidarietà tra le persone e il rispetto e la valorizzazione dell’ambiente naturale.

Con gioia saluto ora il folto gruppo di aderenti al Movimento dei Focolari, provenienti da tutta l’Europa, che partecipano al convegno sul servizio alla parrocchia. Cari amici, siate segno di Cristo risorto nelle vostre comunità e in ogni ambiente di vita.

Doy una cordial bienvenida a los fieles de lengua española, en especial a los grupos parroquiales de Sabadell, que peregrinan a la tumba de Pedro para confesar la fe en Cristo. Invito a todos a ser fieles testigos del Evangelio, a ejemplo de los Apóstoles, y os bendigo de corazón, a vosotros y a vuestras familias. Feliz Domingo!

Pozdravljam sve drage hrvatske hodočasnike, posebno vjernike iz Splita i iz Pule. Po ljubavi što izvire iz Srca Isusova i Marijina, zajedno sa svom braćom i sestrama u vjeri, budite jedno srce i jedna duša.
[Saluto tutti i cari pellegrini croati, tra cui particolarmente i fedeli provenienti da Split e Pula. Secondo l’amore che scaturisce dai Cuori di Gesù e Maria, uniti con tutti i fratelli e sorelle nella fede, siate un cuore solo e un’anima sola.]

Pozdrawiam pielgrzymów z Polski. Matce Bożej zawierzam was i wasze rodziny. Niech Bóg wam błogosławi!
[Saluto i pellegrini dalla Polonia. Affido alla Madre di Dio voi e le vostre famiglie. Dio vi benedica!]

Einen glaubensfrohen Gruß richte ich an die Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache. Besonders heiße ich die Teilnehmer am Gebetstreffen der marianischen Bewegungen aus Deutschland, Österreich und Südtirol willkommen. Folgen wir Maria, unserer geistlichen Mutter, mit einem bewußten „Ja" zu Gottes Wegen! Öffnet eure Herzen dem Geist der Liebe, der uns immerfort in die Gemeinschaft der Heiligen hineinruft. Euch allen wünsche ich von Herzen einen gesegneten Sonntag!

Saluto infine i pellegrini di lingua italiana, in particolare la comunità del Seminario di Otranto, con i familiari; i gruppi provenienti da Pisa, Mozzagrogna, Agosta, Guardia Perticara, Amaroni e San Piero in Bagno; come pure i ragazzi di San Marino, Cesenatico e Figline Valdarno. Il mio pensiero si estende anche all’Associazione Genitori Scuole Cattoliche e al Centro "L’Aquilone" di Taranto.

A tutti auguro una buona domenica e un sereno mese di giugno.
 

 




Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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4/13/2013 6:21 PM
 
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ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 12 giugno 2005


Angelus, 12 giugno 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

 

Cari fratelli e sorelle!

Prosegue l’Anno dell’Eucaristia, voluto dall'amato Papa Giovanni Paolo II per ridestare sempre più nelle coscienze dei credenti lo stupore verso questo grande Sacramento. In questo singolare tempo eucaristico, uno dei temi ricorrenti è quello della Domenica, il Giorno del Signore, tema che è stato al centro anche del recente Congresso Eucaristico italiano, svoltosi a Bari. Durante la Celebrazione conclusiva, io pure ho sottolineato come la partecipazione alla Messa domenicale debba esser sentita dal cristiano non come un'imposizione o un peso, ma come un bisogno e una gioia. Riunirsi insieme con i fratelli e le sorelle, ascoltare la Parola di Dio e nutrirsi di Cristo, immolato per noi, è una bella esperienza che dà senso alla vita, che infonde pace al cuore. Senza la domenica noi cristiani non possiamo vivere.

Per questo i genitori sono chiamati a far scoprire ai loro figli il valore e l'importanza della risposta all'invito di Cristo che convoca l'intera famiglia cristiana alla Messa domenicale. In tale cammino educativo, una tappa quanto mai significativa è la Prima Comunione, una vera festa per la comunità parrocchiale, che accoglie per la prima volta i suoi figli più piccoli alla Mensa del Signore. Per sottolineare l'importanza di questo evento per la famiglia e per la parrocchia, il 15 ottobre prossimo, a Dio piacendo, terrò in Vaticano uno speciale incontro di catechesi con i bambini, in particolare di Roma e del Lazio, che durante quest'anno hanno ricevuto la Prima Comunione. Questo festoso raduno verrà a cadere quasi alla fine dell'Anno dell'Eucaristia, mentre sarà in corso l'Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi incentrata sul mistero eucaristico. Sarà una circostanza opportuna e bella per ribadire il ruolo essenziale che il sacramento dell'Eucaristia riveste nella formazione e nella crescita spirituale dei fanciulli.

Affido fin d'ora questo incontro alla Vergine Maria, perché ci insegni ad amare sempre più Gesù, nella costante meditazione della sua Parola e nell'adorazione della sua presenza eucaristica, e ci aiuti a far scoprire alle giovani generazioni la "perla preziosa" dell'Eucaristia, che dà senso vero e pieno alla vita.

Con questa intenzione ci rivolgiamo ora alla Santa Vergine.


Dopo l'Angelus:

Grazie per il vostro entusiasmo!

Saluto i donatori di sangue del mondo intero, in particolare quelli presenti oggi in Piazza San Pietro, venuti in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, che ricorrerà dopodomani. Cari fratelli, so che avete partecipato alla santa Messa presieduta dal Cardinale Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio della Salute. Cristo, che ci ha redenti con il suo Sangue, sia sempre il modello del vostro volontariato.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, de modo particular a los del Colegio San José de Reus y a los de las parroquias de Nuestra Señora del Carmen de Játiva y Valencia. Os exhorto con las mismas palabras de Jesús en el Evangelio de hoy: "Id y proclamad que el Reino de Cielos está cerca". ¡Qué Dios os bendiga!

Z veseljem pozdravljam romarje iz Preddvora v Sloveniji. Romanje na grob zavetnika vaše župnije naj poživi vašo vero in zvestobo evangeliju!

[Con piacere saluto i pellegrini da Preddvor in Slovenia. Il pellegrinaggio alla tomba del Patrono della vostra Parrocchia rafforzi la vostra fede e la vostra fedeltà al Vangelo!]

Herzlich grüße ich alle Pilger deutscher Zunge, die heute auf dem Petersplatze versammelt sind. Ihnen allen einen gesegneten Sonntag.

[Saluto cordialmente tutti i pellegrini di lingua tedesca che si sono riuniti in Piazza San Pietro. A voi tutti una buona domenica!]

Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti da Terni, Lodi, Pantigliate, Pergo di Cortona, Mirteto, Roma, Ruvo di Puglia, Leverano, Gioia Sannitica, Napoli, Bellizzi, Palau e Macomer, Catania e dalla diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia. Saluto, inoltre, gli anziani della Comunità di Sant’Egidio, i bambini e gli insegnanti delle scuole di Nerviano e di San Benedetto del Tronto, la Banda musicale di Gallipoli e il Coro "Laurentianum" di Lizzanello.

Auguro a tutti una buona domenica e una buona settimana. Arrivederci! Grazie!

[SM=g27998]

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 19 giugno 2005


Angelus, 19 giugno 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari Fratelli e Sorelle!

Si celebra domani, 20 giugno, la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite per tenere viva l’attenzione sui problemi di coloro che debbono abbandonare forzatamente la Patria. Il tema di quest’anno - "Il coraggio di essere rifugiato" – pone l’accento sulla forza d’animo richiesta a chi deve lasciare tutto, a volte perfino la famiglia, per scampare a gravi difficoltà e pericoli. La Comunità cristiana si sente vicina a quanti vivono questa dolorosa condizione; si sforza di sostenerli e in diversi modi manifesta loro il suo interessamento e il suo amore che si traduce in concreti gesti di solidarietà, perché chiunque si trova lontano dal proprio Paese senta la Chiesa come una patria dove nessuno è straniero.

L’attenzione amorevole dei cristiani verso chi è in difficoltà e il loro impegno per una società più solidale si alimentano continuamente con la partecipazione attiva e consapevole all’Eucaristia. Chi si nutre con fede di Cristo alla mensa eucaristica assimila il suo stesso stile di vita, che è lo stile del servizio attento specialmente alle persone più deboli e svantaggiate. La carità operosa, infatti, è un criterio che comprova l’autenticità delle nostre celebrazioni liturgiche (cfr Lett. ap. Mane nobiscum Domine, 28). L’Anno dell’Eucaristia, che stiamo vivendo, aiuti le comunità diocesane e parrocchiali a ravvivare questa capacità di andare incontro alle tante povertà del nostro mondo.

Quest’oggi vogliamo affidare, in particolare, gli uomini, le donne e i bambini che vivono la condizione di rifugiati alla materna protezione di Maria Santissima, che, insieme allo sposo san Giuseppe e al piccolo Gesù, conobbe l’amarezza dell’esilio, quando l’assurda persecuzione del re Erode costrinse la santa Famiglia a fuggire in Egitto (Mt 2,13-23). Preghiamo la Vergine Santissima perché questi nostri fratelli e sorelle incontrino sulla loro strada accoglienza e comprensione. 


Dopo l'Angelus:

Si conclude oggi, a Varsavia, il Congresso Eucaristico della Polonia. Durante la solenne concelebrazione sono stati iscritti nell'albo dei Beati tre figli di quella nobile Nazione: Ladislao Findysz, Bronislao Markiewicz e Ignazio Kłopotowski. Auspico che questo significativo evento ecclesiale contribuisca a rafforzare lo spirito di riconciliazione fraterna, fondamento necessario per l'edificazione della comunione di quanti partecipano all'unica mensa di Cristo. Così il Redentore rimarrà sempre nelle nostre famiglie, come è detto nel tema del Congresso: "Rimani, Signore, nelle nostre famiglie - Pozostań Panie w naszych rodzinach".

Niech Bóg wam błogosławi! [Dio vi benedica].

Je salue les pèlerins de langue française, présents ce matin à l’Angélus, notamment les membres de la communauté des paroisses de Schleithal-Trimbach, invitant tous les fidèles, à la suite de la Vierge Marie, à être des témoins de l’Évangile.

Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i gruppi parrocchiali provenienti da Trieste, Modena, Pogliano Milanese, Montopoli in Val d’Arno, Civitanova Marche Alta, Andria, Ceglie Messapica, Guagnano, Battipaglia, Marsico Vetere, Serrastretta, Cuturella di Cropani, Spezzano Piccolo. Saluto inoltre il gruppo dell’OFTAL di Brescia, il Centro Volontari della Sofferenza dalle diocesi di Napoli e di Firenze e l’associazione "Easy-Rider".

Auguro a tutti voi una buona domenica, una buona settimana e un buon tempo di vacanze.

Grazie per tutto! Arrivederci!


[SM=g27998]


ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 26 giugno 2005


Angelus, 26 giugno 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Ci prepariamo a celebrare con grande solennità la festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo, che a Roma sigillarono nel sangue l’annunzio del Vangelo. Il 29 giugno presiederò alle 9 e 30 la Santa Messa nella Basilica Vaticana: sarà questa un’occasione significativa per sottolineare l’unità e la cattolicità della Chiesa. Alla celebrazione assisterà, come in passato, una speciale Delegazione inviata dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli. Invito i fedeli di Roma, che venerano i santi Apostoli Pietro e Paolo come loro speciali patroni, i pellegrini e l’intero Popolo di Dio a invocarne la celeste protezione sulla Chiesa e sui suoi Pastori.

La fine di giugno segna per i Paesi dell’emisfero nord del pianeta l’inizio della stagione estiva e per tanta gente comincia il tempo delle ferie. Mentre auguro a tutti di poter vivere serenamente qualche giorno di meritato riposo e di distensione, vorrei rivolgere un appello alla prudenza a coloro che si mettono in cammino per raggiungere i vari luoghi di villeggiatura. Ogni giorno, purtroppo, specialmente nei fine settimana, si registrano sulle strade incidenti con tante vite umane tragicamente stroncate, e più di metà delle vittime sono in età giovanile. Negli ultimi anni molto si è fatto per prevenire tali tragici eventi, ma si può e si deve fare di più con il contributo e l’impegno di tutti. Occorre combattere la distrazione e la superficialità, che in un attimo possono rovinare il futuro proprio e altrui. La vita è preziosa ed unica: va rispettata e protetta sempre, anche con un corretto e prudente comportamento sulle strade.

La Vergine Maria, che ci accompagna nel quotidiano cammino della vita, vegli su chi viaggia e ottenga misericordia per le vittime della strada. A Lei, celeste Regina degli Apostoli, nell’imminenza della festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo affidiamo la Chiesa e la sua azione missionaria nel mondo intero.


Dopo l'Angelus

Je salue cordialement tous les pèlerins de langue française. Avec ma Bénédiction apostolique.

I greet all the English-speaking pilgrims present today in the Square and I wish all of you a pleasant Sunday.

Saludo cordialmente a los peregrinos y visitantes de lengua española. Os doy a todos mi bendición apostólica.

Von Herzen grüße ich die zahlreichen Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache. Euch allen wünsche ich einen gesegneten Sonntag und eine erholsame Zeit.

Pozdrawiam Polaków obecnych na Placu św. Piotra i tych, którzy jednoczą się z nami w modlitwie. Wszystkich zawierzam opiece Maryi. Niech Bóg wam błogosławi!

[Saluto i polacchi presenti in Piazza San Pietro e coloro che si uniscono con noi nella preghiera. Affido tutti a Maria. Dio vi benedica.]

Saluto i pellegrini presenti, in particolare i fedeli delle parrocchie di Santa Giulia in Torino, Santa Maria delle Grazie in Afragola e San Matteo Apostolo in Perrillo-Motta. Saluto inoltre il gruppo proveniente da Garlasco-Le Bozzole.

Auguro a tutti buona domenica.


[SM=g27998]

ANGELUS

Piazza San Pietro
Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
Mercoledì, 29 giugno 2005


Angelus, 29 giugno 2005, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Chiedo umilmente scusa per il mio ritardo. Abbiamo celebrato, come sapete, con grande solennità, in Basilica, i santi Pietro e Paolo. È in festa specialmente Roma, dove questi due insigni testimoni di Cristo hanno subito il martirio e dove si venerano le loro reliquie. Il ricordo dei santi Patroni mi fa sentire particolarmente vicino a voi, cari fedeli della Diocesi di Roma. La Provvidenza divina mi ha chiamato ad essere il vostro Pastore: vi ringrazio per l'affetto con cui mi avete accolto e vi domando di pregare affinché i santi Pietro e Paolo mi ottengano la grazia di compiere con fedeltà il ministero pastorale affidatomi. Quale Vescovo di Roma, il Papa svolge un servizio unico e indispensabile alla Chiesa universale: è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità dei Vescovi e di tutti i fedeli.

Segno liturgico della comunione che unisce la Sede di Pietro e il suo Successore ai Metropoliti e, per loro tramite, agli altri Vescovi del mondo è il pallio, che questa mattina, durante la Celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro, ho imposto ad oltre trenta Pastori provenienti da varie Comunità. A questi cari Fratelli e a quanti fanno loro corona rinnovo il mio fraterno saluto. Un saluto cordiale rivolgo con affetto anche alla Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli venuta per questa speciale circostanza. Come non ricordare quest’oggi che il primato della Chiesa che è in Roma e del suo Vescovo è un primato di servizio alla comunione cattolica. A partire poi dal duplice evento del martirio di Pietro e di Paolo, tutte le Chiese incominciarono a guardare a quella di Roma come al punto di riferimento centrale per l’unità dottrinale e pastorale. Afferma il Concilio Vaticano II: "Nella comunione ecclesiastica, vi sono legittimamente le Chiese particolari, con proprie tradizioni, rimanendo però integro il primato della Cattedra di Pietro, la quale presiede alla comunione universale della carità (cfr S. Ignatius M., Ad Rom., Preaf.: Funk, I, 252), tutela le varietà legittime, e insieme veglia affinché ciò che è particolare, non solo non nuoccia all’unità, ma piuttosto la serva" (Cost. Lumen gentium, 13).

La Vergine Maria ci ottenga che il ministero petrino del Vescovo di Roma non sia visto come pietra d’inciampo ma come sostegno nel cammino sulla via dell’unità, e ci aiuti a giungere quanto prima a realizzare l’anelito di Cristo: "ut unum sint". Intercedano per noi i santi Apostoli Pietro e Paolo.


Dopo l'Angelus

Je salue avec joie les pèlerins francophones présents ce matin sur la place Saint-Pierre, particulièrement les pèlerins venus des diocèses de Paris et de Tours à l’occasion de la remise du pallium à leur Archevêque. À tous, je souhaite un bon séjour à Rome.

I extend a special greeting to the English-speaking pilgrims present here today, and I pray that on this Solemnity of the Apostles Peter and Paul your time here in Rome will bring you ever closer to our Lord Jesus Christ. Upon all of you, I invoke the abundant blessings of Almighty God.

Einen herzlichen Gruß richte ich an alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Die heiligen Apostel Petrus und Paulus stehen vor Gottes Thron. Ihrer Fürbitte vertraue ich euch alle und meinen Hirtendienst an. Euch allen eine gute Zeit in Rom!

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española en esta solemnidad de San Pedro y San Pablo, que trasmitieron con fidelidad y fortaleza el mensaje salvador de Cristo, hasta derramar su sangre por él en Roma. A todos mi Bendición.

Saúdo cordialmente aos peregrinos de língua portuguesa que porventura aqui se encontrem. Peço a todos que se unam em preces aos Apóstolos Pedro e Paulo para que, por sua intercessão, Deus proteja a sua Igreja.

Witam wszystkich Polaków. Dziękuję za Waszą obecność w Wiecznym Mieście w dniu świętych Piotra i Pawła. Dziękuję też za modlitwę. Niech Wam Bóg błogosławi.

Saluto ora i pellegrini italiani. In particolare il folto gruppo dell’Opera Don Orione che ha voluto rinnovare con questo pellegrinaggio alla Tomba di Pietro la sua fedeltà al Papa. Saluto poi i Ciclo-Amatori di San Zeno Naviglio e i fedeli che li accompagnano.

A tutti auguro di trascorrere serenamente questa giornata di festa.

Auguri, buona festa, arrivederci.



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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4/13/2013 6:41 PM
 
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BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 3 luglio 2005


Angelus, 3 luglio 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Alcuni giorni or sono ho avuto la gioia di presentare il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Da diversi anni si avvertiva il bisogno di un catechismo breve, che riassumesse in maniera semplice ma completa tutti gli elementi essenziali della dottrina cattolica. La Provvidenza divina ha fatto sì che tale progetto si realizzasse nel giorno stesso in cui è stata introdotta la causa di beatificazione dell’amato Giovanni Paolo II, che ad esso ha dato un impulso determinante. Mentre di ciò rendo grazie al Signore, vorrei, cari fratelli e sorelle, ancora una volta sottolineare l’importanza di questo utile e pratico strumento per l’annuncio di Cristo e del suo vangelo di salvezza.

Nel Compendio, in un ideale dialogo tra maestro e discepolo, viene sintetizzata la più ampia esposizione della fede della Chiesa e della dottrina cattolica contenuta nel Catechismo pubblicato dal mio venerato Predecessore nel 1992. Il Compendio riprende le quattro parti ben legate tra loro, consentendo di cogliere la straordinaria unità del mistero di Dio, del suo disegno salvifico per l’intera umanità, della centralità di Gesù, l’Unigenito Figlio di Dio fatto uomo nel seno della Vergine Maria, morto e risorto per noi. Presente ed operante nella sua Chiesa particolarmente nei Sacramenti, Cristo è la sorgente della nostra fede, il modello d’ogni credente e il Maestro della nostra preghiera.

Cari fratelli e sorelle, quanto è necessario che, in quest’inizio del terzo millennio, l’intera comunità cristiana proclami, insegni e testimoni integralmente le verità della fede, della dottrina e della morale cattolica in maniera unanime e concorde! All’auspicato rinnovamento della catechesi e dell’evangelizzazione possa contribuire anche il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, perché tutti i cristiani - ragazzi, giovani ed adulti, famiglie e comunità -, docili all’azione dello Spirito Santo, diventino in ogni ambiente catechisti ed evangelizzatori, aiutando gli altri ad incontrare Cristo. Lo chiediamo con fiducia alla Vergine Madre di Dio, Stella dell’evangelizzazione.


Dopo l'Angelus

Mercoledì prossimo, 6 luglio, si aprirà a Gleneagles (Scozia) il G-8, cioè, il Vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi più industrializzati del mondo, che avrà fra le sue priorità l’Africa, un continente spesso trascurato. Auguro di cuore pieno successo a questa importante riunione, auspicando che essa porti a condividere in solidarietà i costi della riduzione del debito, a mettere in atto misure concrete per lo sradicamento della povertà e a promuovere un autentico sviluppo dell’Africa.

Il mio saluto va ora ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai rappresentanti della Scuola materna di Verdellino, al gruppo "Teresa Orsini" di Gravina di Puglia, ai fedeli di Varallo Sesia, alla banda musicale di Castelli Calepio e ai conduttori di auto e moto storiche di Roma.

Rivolgo poi uno speciale saluto ai giovani delle diocesi italiane, che sono saliti sul monte Adamello per venerare la croce eretta sulla Punta "Giovanni Paolo II". Con lo sguardo volto alla ormai prossima Giornata Mondiale della Gioventù, mi unisco a voi, cari amici, raccolti in terra trentina, ai piedi dell’Adamello, per la Santa Messa celebrata da Mons. Angelo Comastri, mio Vicario Generale per la Città del Vaticano. Siate sempre fedeli testimoni, per i vostri coetanei, dell’amore misericordioso di Cristo, che con il sacrificio della croce ha redento il mondo.

Buona Domenica a tutti!

[SM=g27998]

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 10 luglio 2005


Angelus, 10 luglio 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Domani ricorre la festa di San Benedetto Abate, Patrono d’Europa, un Santo a me particolarmente caro, come si può intuire dalla scelta che ho fatto del suo nome. Nato a Norcia intorno al 480, Benedetto compì i primi studi a Roma ma, deluso dalla vita della città, si ritirò a Subiaco, dove rimase per circa tre anni in una grotta - il celebre "sacro speco" – dedicandosi interamente a Dio. A Subiaco, avvalendosi dei ruderi di una ciclopica villa dell’imperatore Nerone, egli, insieme ai suoi primi discepoli, costruì alcuni monasteri dando vita ad una comunità fraterna fondata sul primato dell’amore di Cristo, nella quale la preghiera e il lavoro si alternavano armonicamente a lode di Dio. Alcuni anni dopo, a Montecassino, diede forma compiuta a questo progetto, e lo mise per iscritto nella "Regola", unica sua opera a noi pervenuta. Tra le ceneri dell’Impero Romano, Benedetto, cercando prima di tutto il Regno di Dio, gettò, forse senza neppure rendersene conto, il seme di una nuova civiltà che si sarebbe sviluppata, integrando i valori cristiani con l’eredità classica, da una parte, e le culture germanica e slava, dall’altra.

C’è un aspetto tipico della sua spiritualità, che quest’oggi vorrei particolarmente sottolineare. Benedetto non fondò un’istituzione monastica finalizzata principalmente all’evangelizzazione dei popoli barbari, come altri grandi monaci missionari dell’epoca, ma indicò ai suoi seguaci come scopo fondamentale, anzi unico, dell’esistenza la ricerca di Dio: "Quaerere Deum". Egli sapeva, però, che quando il credente entra in relazione profonda con Dio non può accontentarsi di vivere in modo mediocre all’insegna di un’etica minimalistica e di una religiosità superficiale. Si comprende, in questa luce, allora meglio l’espressione che Benedetto trasse da san Cipriano e che sintetizza nella sua Regola (IV, 21) il programma di vita dei monaci: "Nihil amori Christi praeponere", "Niente anteporre all’amore di Cristo". In questo consiste la santità, proposta valida per ogni cristiano e diventata una vera urgenza pastorale in questa nostra epoca in cui si avverte il bisogno di ancorare la vita e la storia a saldi riferimenti spirituali.

Modello sublime e perfetto di santità è Maria Santissima, che ha vissuto in costante e profonda comunione con Cristo. Invochiamo la sua intercessione, insieme a quella di san Benedetto, perché il Signore moltiplichi anche nella nostra epoca uomini e donne che, attraverso una fede illuminata, testimoniata nella vita, siano in questo nuovo millennio sale della terra e luce del mondo.


Dopo l'Angelus

Proviamo tutti un profondo dolore per gli atroci attentati terroristici di Londra di giovedì scorso. Preghiamo per le persone uccise, per quelle ferite e per i loro cari. Ma preghiamo anche per gli attentatori: il Signore tocchi i loro cuori. A quanti fomentano sentimenti di odio e a quanti compiono azioni terroristiche tanto ripugnanti dico: Dio ama la vita, che ha creato, non la morte. Fermatevi, in nome di Dio!

Domani mi recherò in Valle d’Aosta, dove trascorrerò un breve periodo di riposo. Sarò ospite nella casa che molte volte ha accolto il Papa Giovanni Paolo II. Ringrazio quanti mi accompagneranno con la preghiera, e a voi dico con affetto: "arrivederci!".

Saluto le Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore e le Suore di Gesù Buon Pastore - Pastorelle, riunite per i loro Capitoli generali. Care Sorelle, assicuro per voi la mia preghiera, affinché l’impegno di questi giorni sia ricco di frutti per il cammino delle vostre Congregazioni. Saluto anche le Suore Terziarie di San Francesco, che ricordano il terzo centenario della morte della loro fondatrice, Maria Hueber.

Rivolgo infine un pensiero cordiale ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli di Ogliara presso Salerno, ai giovani dell’Azione Cattolica di Surbo, diocesi di Lecce, al Coro "Santa Cecilia" della Cattedrale di Benevento, alla Corale della Basilica Cattedrale di Teramo e ai soci della Cassa Rurale San Cataldo in Sicilia.

Auguro a tutti una buona domenica.


[SM=g27998]

ANGELUS

Les Combes (Valle d'Aosta)
Domenica, 17 luglio 2005


Angelus, 17 luglio 2005 - Les Combes (Valle d'Aosta)
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

 

Cari fratelli e sorelle!

Da alcuni giorni mi trovo qui, tra le stupende montagne della Valle d'Aosta, dove è ancora vivo il ricordo dell'amato mio Predecessore Giovanni Paolo II, che per diversi anni vi ha trascorso brevi soggiorni distensivi e tonificanti. Questa pausa estiva è un dono di Dio davvero provvidenziale, dopo i primi mesi dell'esigente servizio pastorale che la Provvidenza divina mi ha affidato. Ringrazio di cuore il Vescovo di Aosta, il caro Mons. Giuseppe Anfossi e anche il Metropolita, il caro Cardinale Poletto di Torino, e quanti l'hanno resa possibile, come pure coloro che con discrezione e generosa abnegazione vigilano perché tutto si svolga con serenità. Sono inoltre riconoscente alla popolazione locale e ai turisti per la loro cordiale accoglienza.

Nel mondo in cui viviamo, diventa quasi una necessità potersi ritemprare nel corpo e nello spirito, specialmente per chi abita in città, dove le condizioni di vita, spesso frenetiche, lasciano poco spazio al silenzio, alla riflessione e al distensivo contatto con la natura. Le vacanze sono, inoltre, giorni nei quali ci si può dedicare più a lungo alla preghiera, alla lettura e alla meditazione sui significati profondi della vita, nel contesto sereno della propria famiglia e dei propri cari. Il tempo delle vacanze offre opportunità uniche di sosta davanti agli spettacoli suggestivi della natura, meraviglioso "libro" alla portata di tutti, grandi e piccini. A contatto con la natura, la persona ritrova la sua giusta dimensione, si riscopre creatura, piccola ma al tempo stesso unica, "capace di Dio" perché interiormente aperta all'Infinito. Sospinta dalla domanda di senso che le urge nel cuore, essa percepisce nel mondo circostante l'impronta della bontà, della bellezza e della provvidenza divina e quasi naturalmente si apre alla lode e alla preghiera.

Recitando insieme l'Angelus da questa amena località alpina, chiediamo alla Vergine Maria di insegnarci il segreto del silenzio che si fa lode, del raccoglimento che dispone alla meditazione, dell'amore per la natura che fiorisce in ringraziamento a Dio. Potremo così più facilmente accogliere nel cuore la luce della Verità e praticarla nella libertà e nell'amore.


Dopo l'Angelus

Desidero aggiungere ancora qualche parola di ringraziamento e di saluto. Penso anzitutto alla Chiesa particolare in cui mi trovo, l'antica Diocesi di Aosta: in questi giorni prego spesso per il Vescovo, che ringrazio di nuovo, per i sacerdoti, i religiosi e le religiose, per le famiglie. A tutta la comunità della Valle d'Aosta assicuro il mio ricordo al Signore, specialmente per i malati e per quanti soffrono.

Saluto con riconoscenza i Sacerdoti Salesiani, che mi accolgono nella loro casa, le Autorità dello Stato e della Regione e l'Amministrazione comunale di Introd.

Uno speciale pensiero rivolgo alle Suore della Congregazione di San Giuseppe di Aosta, Pinerolo e Cuneo, esprimendo il mio apprezzamento per la missione che svolgono ed assicurando la mia preghiera per lo svolgimento dei lavori capitolari.

Sono presenti oggi gli operai e le maestranze della TECDIS e di altre industrie della Valle d'Aosta. Conosco le vostre presenti difficoltà: voi temete il venir meno delle condizioni di lavoro che rendono possibile la fondazione e la continuità delle famiglie. Carissimi, nell'esprimervi la mia solidarietà, auspico un forte impegno da parte di tutte le istanze responsabili nella ricerca di una soddisfacente soluzione agli attuali problemi.

Mi rivolgo adesso agli ammalati con particolare amore. Sarebbe mio desiderio dare la mano a ciascuno di voi. Purtroppo però siete molto dispersi. Potete essere sicuri che vi abbraccio nel mio cuore e nelle mie preghiere. Voi siete sempre presenti al Signore e sempre abbracciati dal suo amore.

Mi rivolgo poi a tutti voi, in modo particolare a voi giovani, che siete venuti per questo mio primo Angelus in montagna. Spiritualmente siamo già in cammino verso Colonia. Ci vediamo a Colonia. A tutti auguro una buona domenica e un proficuo periodo di vacanza.

Bon dzor ii valdotén presen. Merci d’iitre seuglia.

[Buongiorno ai valdostani presenti. Grazie di essere venuti]

Pudzo

[saluto tipico amicale].

[SM=g27998]

ANGELUS

Les Combes (Valle d'Aosta)
Domenica, 24 luglio 2005


Angelus, 24 luglio 2005 - Les Combes (Valle d'Aosta)
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Innanzitutto una parola di cordiale ringraziamento per le parole rivoltemi dal Vescovo di Aosta, Mons. Giuseppe Anfossi. Egli ha giustamente parlato delle gioie di questa vita, della bellezza delle creature e del Creatore, ma ha parlato anche delle sofferenze: vediamo la violenza, la forza dell’odio nel mondo e ne soffriamo. Affidiamo tutte queste nostre sofferenze e le sofferenze del mondo alla bontà di Nostro Signore. E troviamo anche forza pensando alle grandi figure dei santi che hanno vissuto la loro vita in circostanze simili e ci mostrano la strada da prendere. Cominciamo con il santo di domani, l’apostolo San Giacomo, fratello di Giovanni, che è stato il primo martire degli apostoli. Era uno dei tre più vicini al Signore ed ha partecipato sia alla Trasfigurazione sul Monte Tabor - con la sua bellezza, in cui appariva lo splendore della divinità del Signore -; sia all’angoscia, all’ansia del Signore sul Monte degli Ulivi, e così ha conosciuto anche che il Figlio di Dio, per portare il peso del mondo, ha sperimentato tutta la nostra sofferenza ed è solidale con noi. Voi sapete che le reliquie di San Giacomo si venerano nel celebre santuario di Compostela, in Galizia, in Spagna, meta di innumerevoli pellegrini di ogni parte d’Europa. Ieri abbiamo ricordato Santa Brigida di Svezia, Patrona d’Europa. L’11 luglio scorso si è celebrato San Benedetto, altro grande Patrono del "vecchio continente" e, come sapete, mio patrono da quando sono stato eletto al ministero di Pietro. Guardando a questi Santi, viene spontaneo soffermarsi a riflettere proprio in questo momento storico con tutti i suoi problemi sul contributo che il cristianesimo ha dato e continua ad offrire alla costruzione dell’Europa.

Vorrei farlo riandando col pensiero al pellegrinaggio che il mio amato predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II fece, nel 1982, a Santiago de Compostela, dove compì un solenne "Atto europeistico", nel corso del quale pronunciò queste memorabili parole, di grandissima attualità che io ripeto adesso: "Io, Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale, da Santiago ti rivolgo, o vecchia Europa, un grido pieno d’amore: Torna a te medesima, sii te stessa! Scopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Rivivi quei valori autentici che hanno fatto gloriosa la tua storia e benefica la tua presenza tra gli altri continenti" (Insegnamenti, vol. V/3, 1982, p. 1260). Giovanni Paolo II lanciò allora il progetto di un’Europa consapevole della propria unità spirituale poggiante sul fondamento dei valori cristiani. Su questo tema egli tornò in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù del 1989, che si svolse proprio a Santiago de Compostela. Auspicò un’Europa senza frontiere, che non rinneghi le radici cristiane sulle quali è sorta e non rinunci all’autentico umanesimo del Vangelo di Cristo! (cfr Insegnamenti, vol. XII/2, 1989, p. 328). Quanto attuale resta questo suo appello, alla luce degli eventi recenti del continente europeo!

Tra meno di un mese, anch’io mi recherò pellegrino in una storica Cattedrale europea, quella di Colonia, dove i giovani si sono dati appuntamento per la loro XX Giornata Mondiale. Preghiamo perché le nuove generazioni, attingendo la loro linfa vitale da Cristo, sappiano essere nelle società europee fermento di un rinnovato umanesimo, nel quale fede e ragione cooperino in fecondo dialogo alla promozione dell’uomo e all’edificazione dell’autentica pace. Lo chiediamo a Dio per intercessione di Maria Santissima, che veglia come Madre e Regina sul cammino di tutte le nazioni.


Dopo l'Angelus

Anche questi giorni di serenità e riposo sono stati turbati dalle tragiche notizie di esecrandi attentati terroristici, che hanno causato morte, distruzione e sofferenza in vari Paesi quali l’Egitto, la Turchia, l’Iraq, la Gran Bretagna. Mentre affidiamo alla divina bontà i defunti, i feriti e i loro cari, vittime di tali gesti che offendono Dio e l’uomo, invochiamo l’Onnipotente affinché fermi la mano assassina di coloro che, mossi da fanatismo e odio, li hanno commessi e ne converta i cuori a pensieri di riconciliazione e di pace.

Rivolgo infine il mio cordiale saluto a tutti voi, cari amici di lingua italiana, valligiani e villeggianti. Vorrei dire grazie di cuore per l’amicizia e per l’affetto con il quale mi accompagnate. In particolare ai membri di Comunione e Liberazione di Milano e di Torino, della Puglia, ai giovani di Ivrea, venuti con il loro Vescovo, che parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù, alla squadra di calcio "Reggina", ai ragazzi dell’Azione Cattolica di Tortona, a quelli degli Oratori di Saronno e di altri Oratori e ai gruppi di Potenza e di Chiavari. Ci siamo già incontrati sul Monte Bianco. Vi ringrazio per essere venuti a trovarmi e vi auguro ogni bene. Buona domenica! Buona settimana! Buone vacanze!

Bon dzor ii valdotén. Ni fran paasu de dzente vacanse seuglia ii Coumbe. Merci à tcheutte!

[Buongiorno ai valdostani. Sto passando delle belle vacanze qui a Les Combes. Grazie a tutti!]

Pudzo!

[Saluto tipico amicale]

[SM=g27998]

ANGELUS

Castel Gandolfo
Domenica, 31 luglio 2005


Angelus, 31 luglio 2005 - Castel Gandolfo
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

 

Dopo i giorni trascorsi in montagna, in Valle d'Aosta, sono contento quest'oggi di essere tra voi, cari Castellani, che siete sempre tanto ospitali con il Papa. Vi saluto tutti con affetto, incominciando dal Vescovo di Albano, dal Parroco e dagli altri Sacerdoti di Castel Gandolfo. Saluto il Sindaco, l'Amministrazione Comunale e le altre Autorità presenti ed allargo il mio affettuoso pensiero al Direttore ed al Personale delle Ville Pontificie, come pure all'intera popolazione di questa ridente e serena cittadina. Un saluto particolarmente caloroso va ai pellegrini venuti da tante parti a farmi visita. È per me il primo soggiorno estivo che trascorro qui, a Castel Gandolfo: ringrazio per la festosa accoglienza che mi è stata riservata giovedì scorso e che viene confermata anche oggi.

Si avvicina la ventesima Giornata Mondiale della Gioventù, e noi siamo già in viaggio. Questa Giornata, come sappiamo, si svolgerà a Colonia, e alla quale, a Dio piacendo, parteciperò anch'io - anche se non sono più giovane, ma il cuore è giovane - dal giovedì 18 alla domenica 21 agosto prossimi. Da ogni parte d'Europa e del mondo, nei prossimi giorni, si metteranno in viaggio verso la Germania gruppi di ragazzi e ragazze sull'esempio dei santi Magi, come suggerisce il tema: "Siamo venuti per adorarlo" (Mt 2, 2). Vorrei invitare i giovani credenti del mondo intero, anche quanti non potranno prendere parte a così straordinario evento ecclesiale, ad unirsi in un comune pellegrinaggio spirituale verso le sorgenti della nostra fede. Secondo la felice intuizione dell'amato Papa Giovanni Paolo II, la Giornata Mondiale della Gioventù costituisce un privilegiato incontro con Cristo, nella salda consapevolezza che solo Lui offre agli esseri umani pienezza di vita, di gioia e di amore. Ogni cristiano è chiamato ad entrare in comunione profonda con il Signore crocifisso e risorto, ad adorarlo nella preghiera, nella meditazione e soprattutto nella devota partecipazione all'Eucaristia, almeno alla Domenica, piccola "Pasqua settimanale". Si diventa in tal modo veri suoi discepoli, pronti ad annunciare e testimoniare in ogni momento la bellezza e la forza rinnovatrice del Vangelo.

La Vergine Madre del Redentore, di cui nel mese di agosto ricorderemo l'Assunzione al Cielo, vegli su quanti si preparano a partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Lei, che sempre ci precede nel pellegrinaggio della fede, guidi in maniera speciale i giovani nella ricerca del vero bene e dell'autentica gioia.


Dopo l'Angelus

Come sapete, nei giorni scorsi l'Irish Republican Army (IRA) dell'Irlanda del Nord ha annunciato di aver formalmente ordinato la fine della lotta armata in favore dell'uso esclusivo di trattative pacifiche. È una bella notizia, che contrasta con le dolorose vicende di cui siamo quotidianamente testimoni in tante parti del mondo e che giustamente ha suscitato soddisfazione e speranza in quell'isola e nell'intera comunità internazionale. Da parte mia, sono particolarmente lieto di unirmi a tali sentimenti. Inoltre incoraggio tutti, senza eccezioni, a continuare a percorrere con coraggio il cammino tracciato e a intraprendere ulteriori passi che permettano di rafforzare la fiducia reciproca, promuovere la riconciliazione e consolidare le trattative verso una pace giusta e duratura. Lo faccio con lo stesso vigore con cui il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II a Drogheda, nel settembre del 1979, implorava di allontanarsi dai sentieri della violenza e di tornare sulle vie della pace. All'intercessione di Maria SS.ma, a san Patrizio e a tutti i santi d'Irlanda affidiamo la nostra comune preghiera per questa intenzione.

Infine saluto i pellegrini italiani - che sono la grande maggioranza come sentiamo -, in particolare i gruppi provenienti da Villa Castelli, Surbo, Taranto, Troina, Torre di Quartesolo, come pure i partecipanti al Convegno della Fondazione Rui e i ragazzi di Montoro Superiore.

Auguro a tutti voi una buona domenica e una buona settimana. Grazie per l'affetto e per l'amicizia.

 

Nel dare il benvenuto ai vari gruppi linguistici il Papa ha anche scherzato con i pellegrini di espressione spagnola: "sanno farsi sentire", ha detto in italiano rispondendo ai cori intonati da alcune religiose. Quindi Benedetto XVI ha voluto complimentarsi per l'esecuzione di un canto dell'"Alleluia" da parte di una corale giovanile ucraina:  "bravi - ha detto - grazie per questo canto perfetto".



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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4/18/2013 1:55 PM
 
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BENEDETTO XVI

ANGELUS

Castel Gandolfo
Domenica, 7 agosto 2005

Angelus, 7 agosto 2005 - Castel Gandolfo
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari Fratelli e Sorelle!

Migliaia di giovani stanno per partire, o sono già in viaggio, verso Colonia per la XX Giornata Mondiale della Gioventù, che ha come tema "Siamo venuti per adorarlo" (Mt 2,2). Si può dire che tutta la Chiesa è spiritualmente mobilitata per vivere quest’evento straordinario, guardando ai Magi come a singolari modelli di ricercatori di Cristo, davanti al quale piegare le ginocchia in adorazione. Ma che significa "adorare"? Si tratta forse di un atteggiamento d’altri tempi, privo di senso per l’uomo contemporaneo? No! Una ben nota preghiera, che molti recitano al mattino e alla sera, inizia proprio con queste parole: "Ti adoro, mio Dio, ti amo con tutto il cuore…". All’alba e al tramonto il credente rinnova ogni giorno la sua "adorazione", cioè il suo riconoscimento della presenza di Dio, Creatore e Signore dell’universo. E’ un riconoscimento colmo di gratitudine, che parte dal profondo del cuore e investe tutto l’essere, perché solo adorando e amando Dio sopra ogni cosa l’uomo può realizzare pienamente se stesso.

I Magi adorarono il Bambino di Betlemme, riconoscendo in Lui il Messia promesso, il Figlio unigenito del Padre, in cui, come afferma san Paolo, "abita corporalmente tutta la pienezza della divinità" (Col 2,9). Analoga esperienza, in un certo senso, è quella dei discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni - lo ricorda la Festa della Trasfigurazione celebrata proprio ieri - ai quali Gesù sul monte Tabor rivelò la sua gloria divina, preannunciando la definitiva vittoria sulla morte. Con la Pasqua, poi, Cristo crocifisso e risorto manifesterà appieno la sua divinità, offrendo a tutti gli uomini il dono del suo amore redentore. I Santi sono coloro che hanno accolto questo dono e sono diventati veri adoratori del Dio vivente, amandolo senza riserve in ogni momento della loro vita. Con il prossimo incontro di Colonia, la Chiesa vuole riproporre a tutti i giovani del terzo millennio questa santità, vetta dell’amore.

Chi più di Maria ci può accompagnare in questo esigente itinerario di santità? Chi più di Lei ci può insegnare ad adorare Cristo? Sia Lei ad aiutare specialmente le nuove generazioni a riconoscere in Cristo il vero volto di Dio, ad adorarlo, amarlo e servirlo con totale dedizione.


Dopo l'Angelus

Prima di salutare i pellegrini presenti, desidero esprimere le mie condoglianze ai parenti delle vittime della sciagura aerea avvenuta ieri nel sud dell’Italia. Prego per le vittime e per i feriti, provenienti in massima parte da Bari e dintorni. Partecipo al lutto delle famiglie e dell’intera comunità ecclesiale e civile di quella città, che ho da poco visitato in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale. Cristo, morto e risorto, infonda in tutti conforto e speranza.


Infine, rivolgo il mio cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli della parrocchia di San Gerardo Maiella in Nardò e a quelli provenienti da Samproniano e Petricci e ai giovani guidati dai Missionari del Preziosissimo Sangue e al gruppo di fedeli provenienti da Subiaco.

A tutti voi auguro una buona domenica e una buona settimana. Grazie per il vostro affetto. Grazie!  



[SM=g27998]

Angelus, 14 agosto 2005 - Castel Gandolfo
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]



ANGELUS

Castel Gandolfo
Domenica, 14 agosto 2005

 

Cari fratelli e sorelle!

In questa XX Domenica del Tempo ordinario, la liturgia ci presenta un singolare esempio di fede: una donna cananea, che chiede a Gesù di guarire sua figlia "crudelmente tormentata da un demonio". Il Signore resiste alle sue insistenti invocazioni e pare non cedere nemmeno quando gli stessi discepoli intercedono per lei, come riferisce l’evangelista Matteo. Alla fine, però, davanti alla perseveranza e all’umiltà di questa sconosciuta Gesù acconsente: "Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri" (cfr Mt 15, 21-28).

"Donna, grande è la tua fede!". Quest’umile donna viene additata da Gesù come esempio di indomita fede. La sua insistenza nell’invocare l’intervento di Cristo è per noi incoraggiamento a non perderci mai d’animo, a non disperare nemmeno in mezzo alle più dure prove della vita. Il Signore non chiude gli occhi dinanzi alle necessità dei suoi figli e, se talora sembra insensibile alle loro richieste, è solo per metterne alla prova e temprarne la fede. Questa è la testimonianza dei santi, questa è specialmente la testimonianza dei martiri, associati in modo più stretto al sacrificio redentore di Cristo. Nei giorni scorsi ne abbiamo commemorati diversi: i Pontefici Ponziano e Sisto II, il sacerdote Ippolito, il diacono Lorenzo con i compagni uccisi a Roma agli albori del cristianesimo. Abbiamo ricordato, inoltre, una martire del nostro tempo, santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, compatrona d’Europa, morta in campo di concentramento; e proprio oggi la liturgia ci presenta un martire della carità, che suggellò la sua testimonianza di amore a Cristo nel bunker della fame di Auschwitz: san Massimiliano Maria Kolbe, immolatosi volontariamente al posto di un padre di famiglia.

Invito ogni battezzato e, in modo speciale, i giovani che prendono parte alla Giornata Mondiale della Gioventù, a guardare a questi fulgidi esempi di eroismo evangelico. Invoco su tutti la loro protezione ed in particolare quella di santa Teresa Benedetta della Croce, che trascorse alcuni anni della sua vita proprio nel Carmelo di Colonia. Su ciascuno vegli con amore materno Maria, la Regina dei martiri, che domani contempleremo nella sua gloriosa assunzione al cielo.


Dopo l'Angelus


Un caro saluto rivolgo ai castellani e ai pellegrini venuti quest’oggi a farmi visita. In modo particolare saluto il gruppo di famiglie e giovani della parrocchia Santa Maria Assunta in San Francesco di Andria e i fedeli della comunità parrocchiale della Natività della Beata Vergine Maria in Castelnuovo Bocca d’Adda. Saluti inoltre i giovani della Pontificia Accademia dell’Immacolata.
A tutti auguro una buona domenica.
     

[SM=g27998]

SOLENNITÀ DELL'ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Castel Gandolfo
Lunedì, 15 agosto 2005

Angelus, 15 agosto 2005 - Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Nell’odierna solennità dell’Assunta contempliamo il mistero del passaggio di Maria da questo mondo al Paradiso: celebriamo, potremmo dire, la sua "pasqua". Come Cristo risuscitò dai morti con il suo corpo glorioso e ascese al Cielo, così la Vergine Santa, a Lui pienamente associata, è stata assunta nella gloria celeste con l’intera sua persona. Anche in questo, la Madre ha seguito più da vicino il suo Figlio e ha preceduto tutti noi. Accanto a Gesù, nuovo Adamo, che è "la primizia" dei risorti (cfr 1 Cor 15,20.23) la Madonna, nuova Eva, appare come "primizia e immagine della Chiesa" (Prefazio), "segno di sicura speranza" per tutti i cristiani nel pellegrinaggio terreno (cfr Lumen gentium, 68).

La festa dell’Assunta, tanto cara alla tradizione popolare, costituisce per tutti i credenti un’utile occasione per meditare sul senso vero e sul valore dell’esistenza umana nella prospettiva dell’eternità. Cari fratelli e sorelle, è il Cielo la nostra definitiva dimora. Da lì Maria ci incoraggia con il suo esempio ad accogliere la volontà di Dio, a non lasciarci sedurre dai fallaci richiami di tutto ciò che è effimero e passeggero, a non cedere alle tentazioni dell’egoismo e del male che spengono nel cuore la gioia della vita.

Invoco l’aiuto di Maria Assunta in Cielo specialmente per i giovani partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù che, trasferendosi da altre Diocesi tedesche dove sono stati ospiti per alcuni giorni, oppure provenendo direttamente dai loro Paesi, si incontrano da quest’oggi a Colonia. A Dio piacendo, mi unirò a loro anch’io, giovedì prossimo, per vivere insieme i vari momenti di tale straordinario evento ecclesiale. Culmine della Giornata Mondiale della Gioventù sarà la solenne Veglia di sabato sera e la Celebrazione eucaristica di domenica 21 agosto. La Vergine Santa ottenga a tutti coloro che vi prenderanno parte di seguire l’esempio dei Magi per incontrare Cristo presente soprattutto nell’Eucaristia e ripartire poi per le loro città e nazioni di origine con il vivo proposito di testimoniare la novità e la gioia del Vangelo.


Dopo l'Angelus

Desidero esprimere la mia spirituale vicinanza alla cara popolazione di Cipro, particolarmente provata dall’incidente aereo che ha provocato la morte di 121 persone. Mentre affido al Signore le vittime del disastro, fra le quali 48 bambini di ritorno dalle vacanze nell’Isola, assicuro il mio particolare ricordo nella preghiera per i defunti, per i loro familiari e per quanti sono nel dolore a causa di questa tragedia.


Rivolgo ora un saluto a tutti i pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto i giovani delle comunità neocatecumenali appartenenti a diverse parrocchie delle Diocesi di Piazza Armerina, Oppido–Palmi, Mileto e Locri, che con questa visita hanno voluto confermare la loro fedeltà al Successore di Pietro prima di recarsi a Colonia per la Giornata Mondiale della Gioventù.

[SM=g27998]

VIAGGIO APOSTOLICO A COLONIA
IN OCCASIONE DELLA XX GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Colonia, Spianata di Marienfeld
Domenica, 21 agosto 2005

Angelus, 21 agosto 2005 - XX Giornata Mondiale della Gioventù, Colonia
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari amici,

siamo giunti al termine di questa meravigliosa celebrazione, e anche della ventesima Giornata Mondiale della Gioventù. Nel mio cuore sento risuonare forte una parola:  "grazie"! Sono sicuro - e lo sento - che essa trova eco corale in ciascuno di voi. È Dio stesso che l'ha impressa nei nostri cuori e l'ha sigillata con questa Eucaristia, che significa proprio "ringraziamento". Sì, cari giovani, la parola della gratitudine, che nasce dalla fede, si esprime nel canto della lode a Lui, Padre e Figlio e Spirito Santo, che ci ha donato una grande testimonianza del suo immenso amore.

Il nostro "grazie", che sale innanzitutto a Dio - solo Lui poteva donarcelo così come è stato - questo "grazie" si estende a tutti coloro che ne hanno curato l'organizzazione e la realizzazione. La Giornata Mondiale della Gioventù è stata un dono, ma, così come si è svolta, anche il frutto di grande lavoro. Per questo desidero rinnovare in particolare il mio vivo ringraziamento al Pontificio Consiglio dei Laici, presieduto dall'Arcivescovo Stanislaw Rylko, validamente coadiuvato dal Segretario del Dicastero, Mons. Josef Clemens, che per anni è stato mio Segretario, e ugualmente ringrazio i miei Confratelli dell'Episcopato tedesco, in primo luogo naturalmente l'Arcivescovo di Colonia, Cardinale Joachim Meisner. Ringrazio le Autorità politiche e amministrative, che hanno dato un grande contributo, hanno aiutato generosamente e reso possibile in questi giorni il sereno svolgimento di ogni manifestazione; ringrazio i tanti volontari venuti da tutte le Diocesi tedesche e da tutte le nazioni. Un grazie cordiale anche ai tanti monasteri di vita contemplativa, che hanno accompagnato con la loro preghiera la Giornata Mondiale della Gioventù.

In questo momento, nel quale la presenza viva di Cristo risorto in mezzo a noi alimenta la fede e la speranza, sono lieto di annunciare che il prossimo Incontro mondiale della gioventù avrà luogo a Sydney, in Australia, nel 2008. Affidiamo alla guida materna e premurosa di Maria Santissima il cammino futuro dei giovani del mondo intero.

Ora diciamo l'Angelus.


Dopo l'Angelus il Santo Padre ha salutato i presenti in diverse lingue:

[francese] Saluto con affetto i giovani francofoni. Vi ringrazio, cari amici, per la vostra partecipazione e vi auguro di ritornare ai vostri Paesi portando in voi, come i Magi, la gioia di aver incontrato il Cristo, il Figlio del Dio vivente.

[inglese] Ai giovani di lingua inglese, provenienti da ogni parte del mondo, rivolgo un caloroso saluto, al termine di queste indimenticabili Giornate. La luce di Cristo, che avete seguito per venire a Colonia, risplenda ora più limpida e forte nella vostra vita!

[spagnolo] Cari giovani di lingua spagnola! Siete venuti per adorare Cristo. Ora che lo avete incontrato, continuate ad adorarlo nei vostri cuori, pronti sempre a rendere ragione della speranza che è in voi (cfr 1 Pt 3, 15). Buon ritorno ai vostri Paesi!

[italiano] Cari amici di lingua italiana! Volge ormai al termine la ventesima Giornata Mondiale della Gioventù, ma questa celebrazione eucaristica continua nella vita:  portate a tutti la gioia di Cristo, che qui avete incontrato.

[polacco] Un abbraccio affettuoso a tutti voi, giovani polacchi! Come vi direbbe il grande Papa Giovanni Paolo II, tenete viva la fiamma della fede nella vostra vita e in quella del vostro popolo. Maria, Madre di Cristo, guidi sempre i vostri passi.

[portoghese] Con affetto saluto i giovani di lingua portoghese. Vi auguro, cari giovani, di vivere sempre nell'amicizia con Gesù, per sperimentare la vera gioia e comunicarla a tutti, specialmente ai vostri coetanei più in difficoltà.

[filippino] Cari amici di lingua filippina e tutti voi, giovani dell'Asia! Come i Magi, voi siete venuti dall'Oriente per adorare Cristo. Ora che lo avete incontrato, ritornate ai vostri Paesi portando nel cuore la luce del suo amore.

[swaili] Un caro saluto anche a voi, giovani africani! Portate nel vostro grande e amato continente la speranza che Cristo vi ha donato. Siate ovunque seminatori di pace e di fraternità.

[tedesco] Cari amici che mi intendete nella mia lingua, vi ringrazio di cuore per l'affetto con cui mi avete sostenuto in questi giorni. Statemi vicino con la preghiera. Vi prego! Camminate uniti. Siate sempre fedeli a Cristo e alla Chiesa. La pace e la gioia di Cristo siano sempre con voi!


[SM=g27998]

ANGELUS

Castel Gandolfo
Domenica, 28 agosto 2005

Angelus, 28 agosto 2005 - Castel Gandolfo
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

È stata veramente una straordinaria esperienza ecclesiale quella vissuta a Colonia la scorsa settimana, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, con la partecipazione di un grandissimo numero di giovani d’ogni parte del mondo, accompagnati da molti Vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose. È stato un evento provvidenziale di grazia per la Chiesa intera. Parlando con i Vescovi della Germania, poco prima di far ritorno in Italia, dicevo che i giovani hanno lanciato ai loro Pastori, e in certo modo a tutti i credenti, un messaggio che è al tempo stesso una richiesta: "Aiutateci ad essere discepoli e testimoni di Cristo. Come i Magi, siamo venuti per incontrarlo e adorarlo". Da Colonia i giovani sono ripartiti per le loro città e nazioni animati da una grande speranza, senza tuttavia perdere di vista le non poche difficoltà, gli ostacoli e i problemi che in questo nostro tempo accompagnano la ricerca autentica di Cristo e la fedele adesione al suo Vangelo.

Non solo i giovani, ma anche le comunità e gli stessi Pastori debbono prendere sempre più coscienza d’un dato fondamentale per l’evangelizzazione: laddove Dio non occupa il primo posto, laddove non è riconosciuto e adorato come il Bene supremo, la dignità dell’uomo è messa a repentaglio. È pertanto urgente portare l’uomo di oggi a "scoprire" il volto autentico di Dio, che si è rivelato a noi in Gesù Cristo. Anche l’umanità del nostro tempo potrà così, come i Magi, prostrarsi dinanzi a lui e adorarlo. Parlando con i Vescovi tedeschi, ricordavo che l’adorazione non è "un lusso, ma una priorità". Cercare Cristo dev’essere l’incessante anelito dei credenti, dei giovani e degli adulti, dei fedeli e dei loro pastori. Va incoraggiata questa ricerca, va sostenuta e guidata. La fede non è semplicemente l’adesione ad un complesso in sé completo di dogmi, che spegnerebbe la sete di Dio presente nell’animo umano. Al contrario, essa proietta l’uomo, in cammino nel tempo, verso un Dio sempre nuovo nella sua infinitezza. Il cristiano è perciò contemporaneamente uno che cerca e uno che trova. È proprio questo che rende la Chiesa giovane, aperta al futuro, ricca di speranza per l’intera umanità.

Sant’Agostino, del quale oggi facciamo memoria, ha stupende riflessioni sull’invito del Salmo 104 "Quaerite faciem eius semper - Cercate sempre il suo volto". Egli fa notare che quell’invito non vale soltanto per questa vita; vale anche per l’eternità. La scoperta del "volto di Dio" non si esaurisce mai. Più entriamo nello splendore dell’amore divino, più bello è andare avanti nella ricerca, così che "amore crescente inquisitio crescat inventi - nella misura in cui cresce l’amore, cresce la ricerca di Colui che è stato trovato" (Enarr. in Ps. 104,3: CCL 40, 1537).

È questa l’esperienza a cui anche noi aspiriamo dal profondo del cuore. Ce l’ottenga l’intercessione del grande Vescovo d’ Ippona; ce l’ottenga il materno aiuto di Maria, Stella dell’Evangelizzazione, che invochiamo ora con la preghiera dell’Angelus.


Dopo l'Angelus:


Il mio saluto va ora ai pellegrini provenienti da varie parti d’Italia; in particolare ai giovani dell’Azione Cattolica e della Fuci della diocesi di Vigevano, ai gruppi parrocchiali di Bassano del Grappa, Oderzo, Malonno, Cremona, Aprilia, Ruffano e Manfredonia.

Tutti ringrazio per la gradita visita, e a ciascuno auguro buona domenica.

[SM=g27998]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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4/18/2013 2:02 PM
 
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BENEDETTO XVI

ANGELUS

Castel Gandolfo
Domenica, 4 settembre 2005

Angelus, 4 settembre 2005 - Castel Gandolfo
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

L’Anno dell’Eucaristia si avvia ormai verso la sua fase conclusiva. Si chiuderà, nel prossimo mese di ottobre, con la celebrazione dell'Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi in Vaticano, che avrà come tema: "L'Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa". Quest'Anno speciale dedicato al Mistero eucaristico è stato voluto dall'amato Papa Giovanni Paolo II per ridestare nel popolo cristiano la fede, lo stupore e l'amore verso questo grande Sacramento che costituisce il vero tesoro della Chiesa. Con quanta devozione egli celebrava la Santa Messa, centro di ogni sua giornata! E quanto tempo trascorreva in adorante, silenziosa preghiera davanti al Tabernacolo! Negli ultimi mesi la malattia lo ha assimilato sempre più a Cristo sofferente. Colpisce il pensiero che, nell'ora della morte, egli si sia trovato ad unire l'offerta della propria vita a quella di Cristo nella Messa che veniva celebrata accanto al suo letto. La sua esistenza terrena si è chiusa nell'Ottava di Pasqua, proprio nel cuore di quest'Anno eucaristico, nel quale si è compiuto il passaggio dal suo grande pontificato al mio. Con gioia pertanto, fin dall'inizio di questo servizio che il Signore mi ha chiesto, riaffermo la centralità del Sacramento della presenza reale di Cristo nella vita della Chiesa e in quella di ogni cristiano.

In vista dell'Assemblea sinodale di ottobre, i Vescovi che ne saranno membri, stanno esaminando lo "Strumento di lavoro" appositamente approntato. Chiedo però che l'intera Comunità ecclesiale si senta coinvolta in questa fase di preparazione immediata e vi partecipi con la preghiera e la riflessione, valorizzando ogni occasione, evento e incontro. Anche nella recente Giornata Mondiale della Gioventù moltissimi sono stati i riferimenti al mistero dell'Eucaristia. Ripenso, ad esempio, alla suggestiva Veglia di sabato sera, 20 agosto, a Marienfeld, che ha avuto il suo momento culminante nell'adorazione eucaristica: una scelta coraggiosa, che ha fatto convergere gli sguardi e i cuori dei giovani su Gesù presente nel Santissimo Sacramento. Ricordo inoltre che, durante quelle memorabili giornate, in alcune chiese di Colonia, di Bonn e di Düsseldorf si è tenuta l'adorazione continua, giorno e notte, con la partecipazione di molti giovani, che hanno potuto così scoprire insieme la bellezza della preghiera contemplativa!

Confido che, grazie all'impegno di Pastori e fedeli, in ogni comunità sia sempre più assidua e fervida la partecipazione all'Eucaristia. Vorrei quest'oggi, in particolare, esortare a santificare con gioia il "giorno del Signore", la Domenica, giorno sacro per i cristiani. Mi piace, in questo contesto, ricordare la figura di san Gregorio Magno, di cui abbiamo celebrato ieri la memoria liturgica. Quel grande Papa diede un contributo di portata storica alla promozione della liturgia nei suoi vari aspetti e, in particolare, alla conveniente celebrazione dell'Eucaristia. La sua intercessione, insieme con quella di Maria Santissima, ci aiuti a vivere in pienezza ogni domenica la gioia della Pasqua e dell'incontro con il Signore risorto.


Dopo l'Angelus:

In questi giorni siamo tutti addolorati per il disastro provocato da un uragano negli Stati Uniti d'America, specialmente a New Orleans. Desidero assicurare la mia preghiera per i defunti ed i loro familiari, per i feriti e i senzatetto, per gli ammalati, i bambini, gli anziani; benedico quanti sono impegnati nella difficile opera di soccorso e di ricostruzione. Al Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, ho dato incarico di recare alle popolazioni colpite la testimonianza della mia solidarietà.

Il mio pensiero va anche agli iracheni che mercoledì scorso hanno visto perire, vittime di un inarrestabile movimento di panico, centinaia di loro concittadini - per lo più anziani, donne e bambini - riuniti a Baghdad per una commemorazione religiosa. Voglia l'Onnipotente toccare i cuori di tutti, perché finalmente si instauri in quel tribolato Paese un clima di riconciliazione e di reciproca fiducia.

Sono lieto di accogliere i partecipanti al corso di formazione permanente per missionari promosso dall'Università Pontificia Salesiana, come pure i giovani del Movimento dei Focolari. Saluto i pellegrini italiani, in particolare i fedeli di Marostica, Brugherio, Motta Baluffi, Andria, San Marco Argentano, Vicoboneghisio e Sotto il Monte, la città dell'amato Papa Giovanni XXIII, Ciserano e Azzano Decimo. Saluto anche gli "Amici di Sant'Antonio di Padova", da Dueville, e i ragazzi "Amici dei Missionari", da Lumezzane.

Auguro a tutti una buona domenica.

[SM=g27998]

ANGELUS

Castel Gandolfo
Domenica, 11 settembre 2005

Angelus, 11 settembre 2005 - Castel Gandolfo
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Mercoledì prossimo, 14 settembre, celebreremo la festa liturgica dell’Esaltazione della santa Croce. Nell’Anno dedicato all’Eucaristia, questa ricorrenza acquista un significato particolare: ci invita a meditare sul profondo e indissolubile legame che unisce la celebrazione eucaristica e il mistero della Croce. Ogni santa Messa, infatti, rende attuale il sacrificio redentore di Cristo. Al Golgota e all’"ora" della morte in croce - scrive l’amato Giovanni Paolo II nell’Enciclica Ecclesia de Eucharistia - "si riporta spiritualmente ogni presbitero che celebra la santa Messa, insieme con la comunità cristiana che vi partecipa" (n. 4). L’Eucaristia è dunque il memoriale dell’intero mistero pasquale: passione, morte, discesa agli inferi, risurrezione e ascensione al cielo, e la Croce è la manifestazione toccante dell’atto d’amore infinito con il quale il Figlio di Dio ha salvato l’uomo e il mondo dal peccato e dalla morte. Per questo il segno della Croce è il gesto fondamentale della preghiera del cristiano. Segnare se stessi con il segno della Croce è pronunciare un sì visibile e pubblico a Colui che è morto per noi e che è risorto, al Dio che nell’umiltà e debolezza del suo amore è l’Onnipotente, più forte di tutta la potenza e l’intelligenza del mondo.

Dopo la consacrazione, l’assemblea dei fedeli, consapevole di essere alla reale presenza di Cristo crocifisso e risorto, così acclama: "Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta". Con gli occhi della fede la Comunità riconosce Gesù vivo con i segni della sua passione e, insieme a Tommaso, piena di stupore, può ripetere: "Mio Signore e mio Dio!" (Gv 20,28). L’Eucaristia è mistero di morte e di gloria come la Croce, che non è un incidente di percorso, ma il passaggio attraverso cui Cristo è entrato nella sua gloria (cfr Lc 24,26) e ha riconciliato l’umanità intera, sconfiggendo ogni inimicizia. Per questo la liturgia ci invita a pregare con fiduciosa speranza: Mane nobiscum Domine! Resta con noi, Signore, che con la tua santa Croce hai redento il mondo!

Maria, presente sul Calvario presso la Croce, è ugualmente presente, con la Chiesa e come Madre della Chiesa, in ciascuna delle nostre Celebrazioni eucaristiche (cfr Enc. Ecclesia de Eucharistia, 57). Per questo, nessuno meglio di lei può insegnarci a comprendere e vivere con fede e amore la santa Messa, unendoci al sacrificio redentore di Cristo. Quando riceviamo la santa Comunione anche noi, come Maria e a lei uniti, ci stringiamo al legno, che Gesù col suo amore ha trasformato in strumento di salvezza, e pronunciamo il nostro "Amen", il nostro "sì" all’Amore crocifisso e risorto.


Dopo l'Angelus:

Mercoledì prossimo inizierà a New York, presso le Nazioni Unite, un Vertice di Capi di Stato e di Governo che tratterà importanti temi concernenti la pace mondiale, il rispetto dei diritti umani, la promozione dello sviluppo e il rafforzamento dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Anche la Santa Sede vi è stata invitata come di consueto e il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, mi rappresenterà. Faccio fervidi voti perché i governanti ivi riuniti trovino soluzioni idonee per raggiungere i grandi scopi prefissi, in spirito di concordia e generosa solidarietà. Auspico in particolare successo nel mettere in opera efficaci misure concrete per rispondere ai più urgenti problemi posti dall'estrema povertà, dalle malattie e dalla fame, che affliggono tanti popoli.

Sono lieto di accogliere i giovani postulanti dell’Ordine dei Frati Minori, che domani partiranno per Gerusalemme, per proseguirvi la formazione. Carissimi, assicuro un particolare ricordo nella preghiera per voi e per tutti i Frati della Delegazione di Terra Santa. Saluto cordialmente i pellegrini di lingua italiana, in particolare i partecipanti al convegno del movimento "Incontro Matrimoniale" e il gruppo parrocchiale di Zanè. Saluto inoltre i pellegrini motociclisti provenienti dalla Romagna. A tutti auguro una buona domenica.
 
[SM=g27998]

ANGELUS

Castel Gandolfo
Domenica, 18 settembre 2005

Angelus, 18 settembre 2005 - Castel Gandolfo
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Mentre l’Anno dell’Eucaristia si avvia al termine, vorrei riprendere un tema particolarmente importante, che stava tanto a cuore anche al venerato mio predecessore Giovanni Paolo II: la relazione tra la santità, via e meta del cammino della Chiesa e di ogni cristiano, e l'Eucaristia. In particolare, il mio pensiero va quest'oggi ai sacerdoti, per sottolineare che proprio nell'Eucaristia sta il segreto della loro santificazione. In forza della sacra Ordinazione, il sacerdote riceve il dono e l'impegno di ripetere sacramentalmente i gesti e le parole con i quali Gesù, nell'Ultima Cena, istituì il memoriale della sua Pasqua. Tra le sue mani si rinnova questo grande miracolo d'amore, del quale egli è chiamato a diventare sempre più fedele testimone e annunciatore (cfr Lett. ap. Mane nobiscum Domine, 30). Ecco perché il presbitero dev'essere prima di tutto adoratore e contemplativo dell'Eucaristia, a partire dal momento stesso in cui la celebra. Sappiamo bene che la validità del Sacramento non dipende dalla santità del celebrante, ma la sua efficacia, per lui stesso e per gli altri, sarà tanto maggiore quanto più egli lo vive con fede profonda, amore ardente, fervido spirito di preghiera.

Durante l'anno, la Liturgia ci presenta come esempi santi ministri dell'Altare, che hanno attinto la forza dell'imitazione di Cristo dalla quotidiana intimità con lui nella celebrazione e nell'adorazione eucaristica. Qualche giorno fa abbiamo fatto memoria di san Giovanni Crisostomo, patriarca di Costantinopoli alla fine del quarto secolo. Fu definito "bocca d'oro" per la sua straordinaria eloquenza; ma venne anche chiamato "dottore eucaristico", per la vastità e la profondità della sua dottrina sul santissimo Sacramento. La "divina liturgia" che più viene celebrata nelle Chiese orientali porta il suo nome, e il suo motto: "basta un uomo pieno di zelo per trasformare un popolo", evidenzia quanto efficace sia l'azione di Cristo attraverso i suoi ministri. Nella nostra epoca, spicca poi la figura di san Pio da Pietrelcina, che ricorderemo venerdì prossimo. Celebrando la santa Messa, egli riviveva con tale fervore il mistero del Calvario da edificare la fede e la devozione di tutti. Anche le stigmate, che Dio gli donò, erano espressione di intima conformazione a Gesù crocifisso. Pensando ai sacerdoti innamorati dell'Eucaristia, non si può inoltre dimenticare san Giovanni Maria Vianney, umile parroco di Ars ai tempi della rivoluzione francese. Con la santità della vita e lo zelo pastorale, egli riuscì a fare di quel piccolo paese un modello di comunità cristiana animata dalla Parola di Dio e dai Sacramenti.

Ci rivolgiamo ora a Maria, pregando in modo speciale per i sacerdoti del mondo intero, affinché traggano da questo Anno dell'Eucaristia il frutto di un rinnovato amore al Sacramento che celebrano. Per intercessione della Vergine Madre di Dio, possano sempre vivere e testimoniare il mistero che è posto nelle loro mani per la salvezza del mondo.


Dopo l'Angelus

Sono lieto di accogliere le famiglie del Movimento dei Focolari, venute da diversi Paesi d’Europa per un incontro formativo sui valori e i compiti connessi al sacramento del Matrimonio. Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i gruppi di fedeli provenienti da Vighizzolo d’Este, Cavarzere, Brembio, Prato, Bitonto, Brindisi, Lerchi e Pizzoni, come pure il Terz’Ordine Francescano Secolare da Molfetta e l’Associazione Nuovi Castelli Romani. A tutti auguro una buona domenica.
 
[SM=g27998]


ANGELUS

Castel Gandolfo
Domenica, 25 settembre 2005

Angelus, 25 settembre 2005 - Castel Gandolfo
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

In quest’ultima domenica che trascorro a Castel Gandolfo desidero salutare cordialmente l’intera comunità cittadina, rinnovando a tutti il mio vivo ringraziamento per l’accoglienza che mi è stata riservata. Proseguendo la riflessione sul Mistero eucaristico, cuore della vita cristiana, oggi vorrei porre in luce il legame esistente tra l’Eucaristia e la carità. "Carità" - in greco agape, in latino caritas - non significa prima di tutto l’atto o il sentimento benefico, ma il dono spirituale, l’amore di Dio che lo Spirito Santo effonde nel cuore umano e che lo muove a donarsi a sua volta a Dio stesso e al prossimo (cfr Rm 5,5). L’intera esistenza terrena di Gesù, dal concepimento alla morte in croce, è stata un unico atto d’amore, tanto che possiamo riassumere la nostra fede in queste parole: Jesus Caritas, Gesù Amore. Nell’Ultima Cena, sapendo che "era giunta la sua ora" (Gv 13,1), il divino Maestro offrì ai discepoli l’esempio supremo di amore lavando loro i piedi e affidò ad essi la sua più preziosa eredità, l’Eucaristia, in cui è concentrato tutto il mistero pasquale, come ha scritto il venerato Papa Giovanni Paolo II nell’Enciclica Ecclesia de Eucharistia (cfr n. 5).

"Prendete e mangiate, questo è il mio corpo … bevetene tutti, questo è il mio sangue" (Mt 26,26-27). Le parole di Gesù nel Cenacolo anticipano la sua morte e manifestano la coscienza con cui Egli l’ha affrontata, trasformandola nel dono di sé, nell’atto d’amore che si dona totalmente. Nell’Eucaristia il Signore si dà a noi con il suo corpo, la sua anima e la sua divinità, e noi diventiamo una sola cosa con lui e tra noi. La nostra risposta al suo amore dev’essere allora concreta, si deve esprimere in un’autentica conversione all’amore, nel perdono, nella reciproca accoglienza e nell’attenzione ai bisogni di tutti. Tante e molteplici sono le forme del servizio che possiamo rendere al prossimo nella vita di ogni giorno. L’Eucaristia diventa così la sorgente dell’energia spirituale che rinnova il mondo nell’amore di Cristo.

Esemplari testimoni di questo amore sono i santi, che hanno tratto dall’Eucaristia la forza di una carità operosa e non di rado eroica. Penso a san Vincenzo de’ Paoli, del quale celebreremo dopodomani la memoria liturgica, il quale affermava: "Che gioia servire la persona di Gesù Cristo nelle sue povere membra!". Penso alla beata Madre Teresa, fondatrice delle Missionarie della Carità, che nei più poveri tra i poveri amava Gesù, ricevuto e contemplato ogni giorno nell’Ostia consacrata. Prima e più di tutti i santi, la carità divina ha colmato il cuore della Vergine Maria. Dopo l’Annunciazione, spinta da Colui che portava in grembo, la Madre del Verbo incarnato si recò in fretta a visitare e aiutare la cugina Elisabetta. Preghiamo perché ogni cristiano, nutrendosi del Corpo e del Sangue del Signore, cresca sempre più nell’amore verso Dio e nel servizio generoso ai fratelli.


Dopo l'Angelus

Dopodomani sarà celebrata la Giornata Mondiale del Turismo, fenomeno sociale assai rilevante nel mondo contemporaneo. Rinnovo l’auspicio che il turismo si accompagni sempre al rispetto per le persone e le culture e possa favorire il dialogo e la comprensione. Giovedì prossimo, poi, ricorrerà la Giornata Marittima Mondiale. Colgo l’occasione per rivolgere un cordiale saluto, accompagnato dalla preghiera, a tutti coloro che lavorano sui mari.

Saluto cordialmente i partecipanti all’Incontro Internazionale degli Oblati Benedettini. Cari fratelli e sorelle, con l’esempio e l’intercessione di san Benedetto possiate sempre vivere una profonda amicizia con Cristo e testimoniarla a tutti. Saluto i pellegrini italiani, in particolare i gruppi di fedeli provenienti da Schiavon, Villaraspa, Carpenedolo, Bussero, Ponte a Tressa, Prato, Isola d’Arbia, Cerignola, Caselle in Pittari, Dinami e Palestrina. Il mio pensiero va infine ai numerosi complessi bandistici radunati in Piazza San Pietro, appartenenti all’Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome. Vi ringrazio, cari amici, per l’atto di omaggio ed invoco ogni bene per la vostra attività.

A tutti auguro una buona domenica e una buona settimana. Grazie!

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Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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4/18/2013 2:11 PM
 
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BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 2 ottobre 2005

Angelus, 2 ottobre 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Si è da poco conclusa, nella Basilica di San Pietro, la Celebrazione eucaristica con cui abbiamo inaugurato l’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. I Padri sinodali, provenienti da ogni parte del mondo, con esperti e altri delegati vivranno nelle prossime tre settimane, insieme con il Successore di Pietro, un tempo privilegiato di preghiera, riflettendo sul tema "Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa". Perché questo tema? Non è forse un argomento scontato, pienamente acquisito? In realtà, la dottrina cattolica sull’Eucaristia, definita autorevolmente dal Concilio di Trento, domanda di essere recepita, vissuta e trasmessa dalla Comunità ecclesiale in modo sempre nuovo e adeguato ai tempi. L’Eucaristia potrebbe essere considerata anche come una "lente" attraverso la quale verificare continuamente il volto e il cammino della Chiesa, che Cristo ha fondato perché ogni uomo possa conoscere l’amore di Dio e trovare in esso pienezza di vita. Per questo l’amato Papa Giovanni Paolo II ha voluto dedicare all’Eucaristia un intero anno, che si chiuderà proprio con la fine dell’Assemblea sinodale il 23 ottobre prossimo, domenica in cui si celebrerà la Giornata Missionaria Mondiale.

Tale coincidenza ci aiuta a contemplare il mistero eucaristico nella prospettiva missionaria. L’Eucaristia, in effetti, è il centro propulsore dell’intera azione evangelizzatrice della Chiesa, un po’ come il cuore lo è nel corpo umano. Le comunità cristiane senza la celebrazione eucaristica, in cui si alimentano alla duplice mensa della Parola e del Corpo di Cristo, perderebbero la loro autentica natura: solo in quanto "eucaristiche" esse possono trasmettere agli uomini Cristo, e non solamente idee o valori pur nobili e importanti. L’Eucaristia ha plasmato insigni apostoli missionari, in ogni stato di vita: vescovi, sacerdoti, religiosi, laici; santi di vita attiva e contemplativa. Pensiamo, da una parte, a san Francesco Saverio, che l’amore di Cristo spinse fino all’estremo Oriente per annunciare il Vangelo; dall’altra, a santa Teresa di Lisieux, giovane carmelitana, di cui abbiamo fatto memoria proprio ieri. Essa visse nella clausura il suo ardente spirito apostolico, meritando di essere proclamata insieme con san Francesco Saverio patrona dell’attività missionaria della Chiesa.

Invochiamo la loro protezione sui lavori sinodali come pure quella degli Angeli custodi, che oggi ricordiamo. Preghiamo con fiducia soprattutto la Beata Vergine Maria, che il prossimo 7 ottobre venereremo con il titolo di Madonna del Rosario. Il mese di ottobre è dedicato al santo Rosario, singolare preghiera contemplativa con la quale, guidati dalla celeste Madre del Signore, fissiamo lo sguardo sul volto del Redentore, per essere conformati al suo mistero di gioia, di luce, di dolore e di gloria. Questa antica preghiera sta conoscendo una provvidenziale rifioritura, grazie anche all’esempio e all’insegnamento dell’amato Papa Giovanni Paolo II. Vi invito a rileggere la sua Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae e a metterne in pratica le indicazioni a livello personale, familiare e comunitario. A Maria affidiamo i lavori del Sinodo: sia Lei a condurre la Chiesa intera ad una consapevolezza sempre più chiara della propria missione a servizio del Redentore realmente presente nel sacramento dell’Eucaristia.

Buona domenica e buona settimana a tutti voi! Grazie!


Dopo l'Angelus:

Saluto ora i pellegrini di lingua italiana, in particolare i giovani di Roma che, da questa sera, daranno vita nel centro storico della città alla seconda edizione della Missione popolare dei "giovani ai giovani" significativamente intitolata "Gesù al centro" e che terminerà sabato prossimo con una solenne processione eucaristica da Piazza del Popolo a Piazza Navona. Ai giovani missionari e a quanti a vario titolo prenderanno parte alla Missione assicuro il mio ricordo nella preghiera. Saluto, inoltre, i fedeli di Besana Brianza, Seregno, Monte San Giusto, Sambiase di Lamezia Terme e i partecipanti al Congresso dei Laici Giuseppini, venuti a farmi visita. Saluto poi coloro che prendono parte a "La Festa dello Sportivo – Spirito, Amicizia, Preghiera", che si svolge a Roma, presso il Pontificio Oratorio di San Paolo e al Laghetto dell’Eur.

[SM=g27998]

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 9 ottobre 2005

Angelus, 9 ottobre 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Questa mattina, nella Basilica di San Pietro, ha avuto luogo la beatificazione di Clemens August von Galen, Vescovo di Münster, Cardinale, intrepido oppositore del regime nazista. Ordinato sacerdote nel 1904, egli svolse a lungo il ministero in una parrocchia di Berlino e nel 1933 divenne Vescovo di Münster. In nome di Dio, denunciò l’ideologia neopagana del nazionalsocialismo, difendendo la libertà della Chiesa e i diritti umani gravemente violati, proteggendo gli ebrei e le persone più deboli, che il regime considerava rifiuti da eliminare. Sono note le tre celebri prediche che quell’intrepido Pastore pronunciò nel 1941. Il Papa Pio XII lo creò Cardinale nel febbraio 1946 e, appena un mese dopo, egli morì, circondato dalla venerazione dei fedeli, che riconobbero in lui un modello di coraggio cristiano. Proprio questo è il messaggio sempre attuale del beato von Galen: la fede non si riduce a sentimento privato, magari da nascondere quando diventa scomoda, ma implica la coerenza e la testimonianza anche in ambito pubblico in favore dell’uomo, della giustizia, della verità. Esprimo vive felicitazioni alla Comunità diocesana di Münster ed alla Chiesa in Germania, invocando su tutti, per intercessione del nuovo Beato, abbondanti grazie del Signore.

In questi giorni, come sapete, si sta svolgendo in Vaticano l’Assemblea del Sinodo dei Vescovi per approfondire il tema dell’Eucaristia nell’oggi della vita e della missione della Chiesa. Ho presieduto le riunioni della prima settimana e anche nelle due che verranno il Sinodo costituirà il mio principale impegno. Per il Sinodo vi chiedo di continuare a pregare, affinché possa portare i frutti sperati. In particolare, in questo mese di ottobre, nel quale ogni comunità ecclesiale è chiamata a rinnovare il proprio impegno missionario, invito a riprendere quanto il Papa Giovanni Paolo II ha scritto nella quarta parte della Lettera apostolica Mane nobiscum Domine, a proposito dell’Eucaristia come "principio e progetto di missione" (nn. 24-28): "L’incontro con Cristo, continuamente approfondito nell’intimità eucaristica, suscita nella Chiesa e in ciascun cristiano l’urgenza di testimoniare e di evangelizzare" (ivi, 24). Lo sottolinea il congedo alla fine della Messa: "Ite, missa est", che richiama la "missio", il compito per chi ha partecipato alla celebrazione di portare a tutti la Buona Notizia ricevuta e di animare con essa la società.

Affidiamo questa intenzione all’intercessione di Maria Santissima e di san Daniele Comboni, che domani verrà ricordato nella liturgia. Egli, che è stato insigne evangelizzatore e protettore del continente africano, aiuti la Chiesa del nostro tempo a rispondere con fede e con coraggio al mandato del Signore Risorto, che la invia ad annunciare a tutti i popoli l’amore di Dio.


Dopo l'Angelus

Traduzione italiana delle parole pronunciate dal Santo Padre in inglese:

Con grande tristezza ho appreso del terremoto di ieri in Asia del Sud che ha causato danni tanto ingenti e la perdita di vite umane in Pakistan, India e Afghanistan. Affido all'amorevole misericordia di Dio coloro che sono morti e estendo la mia più profonda simpatia alle migliaia di persone rimaste ferite o private dei loro cari. Prego affinché la comunità internazionale sia sollecita e generosa nel reagire al disastro e chiedo al Signore di concedere coraggio e forza a quanti sono impegnati nei soccorsi e nell'opera di ricostruzione.

Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare gli insegnanti di religione cattolica provenienti da tutta Italia, che hanno tenuto in questi giorni il loro primo incontro nazionale. Cari amici, il vostro impegno nella scuola è un prezioso contributo alla formazione delle nuove generazioni e alla loro maturazione nella conoscenza della tradizione e della cultura cattolica, nella consapevolezza delle responsabilità personali e nell’adesione ai valori della convivenza civile. Per questo vi ricordo nella preghiera e vi auguro buon lavoro.

Sono lieto di accogliere i "Ragazzi per l’Unità", del Movimento dei Focolari, che oggi danno vita qui a Roma e in molte città del mondo a una staffetta sportiva per l’unità e la pace. Cari ragazzi e ragazze, rimanete sempre uniti a Gesù e sarete costruttori di vera fraternità. Saluto inoltre i fedeli di Villastrada e Cavallara, di Pianello Vallesina e di Liscate, come pure il Collegium Tarsicii Martyris di Venezia e gli aderenti alla Federazione Italiana Rettificatori e Ricostruttori di Motori.

Desidero infine inviare un cordiale saluto all’Associazione "Camminando per mano" e ai Padri Francescani della Provincia dell’Emilia Romagna, che hanno realizzato un Centro di servizi per le persone anziane a Pavullo nel Frignano (Diocesi di Modena). A tutti voi, cari pellegrini, l’augurio di una buona domenica.
 
[SM=g27998]


ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 16 ottobre 2005

Angelus, 16 ottobre 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Ventisette anni or sono, proprio come oggi, il Signore chiamò il Cardinale Karol Wojtyła, Arcivescovo di Cracovia, a succedere a Giovanni Paolo I, morto a poco più di un mese dalla sua elezione. Con Giovanni Paolo II iniziò uno dei pontificati più lunghi della storia della Chiesa, durante il quale un Papa "venuto da un Paese lontano" fu riconosciuto quale autorità morale anche da tanti non cristiani e non credenti, come hanno dimostrato le commoventi manifestazioni di affetto in occasione della sua malattia e di vivo cordoglio dopo la sua morte. Presso la sua tomba nelle Grotte vaticane prosegue ancora ininterrotto il pellegrinaggio di tantissimi fedeli ed anche questo costituisce un segno eloquente di quanto l'amato Giovanni Paolo II sia entrato nel cuore della gente, soprattutto per la sua testimonianza di amore e dedizione nella sofferenza. In lui abbiamo potuto ammirare la forza della fede e della preghiera, e un totale affidamento a Maria Santissima, che l'ha sempre accompagnato e protetto, specialmente nei momenti più difficili e drammatici della sua vita.

Potremmo definire Giovanni Paolo II un Papa totalmente consacrato a Gesù per mezzo di Maria, come ben era evidenziato nel suo stemma: "Totus tuus". Venne eletto nel cuore del mese del Rosario, e la corona che spesso teneva tra le mani è diventata uno dei simboli del suo pontificato, sul quale la Vergine Immacolata ha vegliato con materna premura. Attraverso la radio e la televisione, i fedeli del mondo intero hanno potuto tante volte unirsi a lui in questa preghiera mariana e, grazie al suo esempio ed ai suoi insegnamenti, riscoprirne il senso autentico, contemplativo e cristologico (cfr Lett. ap. Rosarium Virginis Mariae, 9-17). In realtà, il Rosario non si contrappone alla meditazione della Parola di Dio e alla preghiera liturgica; rappresenta anzi un naturale e ideale complemento, in particolare come preparazione e come ringraziamento alla celebrazione eucaristica. Il Cristo incontrato nel Vangelo e nel Sacramento, lo contempliamo con Maria nei vari momenti della sua vita grazie ai misteri gioiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi. Alla scuola della Madre, impariamo così a conformarci al suo divin Figlio e ad annunciarlo con la nostra stessa vita. Se l'Eucaristia è per il cristiano il centro della giornata, il Rosario contribuisce in modo privilegiato a dilatare la comunione con Cristo, ed educa a vivere tenendo fisso su di Lui lo sguardo del cuore, per irradiare su tutti e su tutto il suo amore misericordioso.

Contemplativo e missionario: così è stato l'amato Papa Giovanni Paolo II. Lo è stato grazie all'intima unione con Dio, quotidianamente alimentata dall'Eucaristia e da prolungati tempi di orazione. Nell'ora dell'Angelus, a lui tanto cara, è dolce e doveroso ricordarlo in questo anniversario, rinnovando a Dio il rendimento di grazie per aver donato alla Chiesa e al mondo un così degno successore dell'apostolo Pietro. La Vergine Maria ci aiuti a far tesoro della sua preziosa eredità.


Dopo l'Angelus:

Traduzione italiana dell'appello del Santo Padre per la Giornata mondiale del rifiuto della miseria:

Domani si svolgerà la Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria. La miseria è un flagello contro il quale l'umanità deve lottare senza posa. Siamo chiamati a una solidarietà sempre più grande, affinché nessuno sia escluso dalla società. La mia preghiera va ai poveri che lottano con coraggio per vivere nella dignità, preoccupandosi della loro famiglia e delle sofferenze dei loro fratelli. Rendo omaggio a tutti coloro che si pongono al servizio delle persone nel bisogno, e invito le Autorità civili e i responsabili ad ascoltare il grido dei poveri e a intensificare le proprie azioni nella lotta contro la miseria.


Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i gruppi parrocchiali di Turri di Montegrotto Terme, Piubega, Empoli, Tursi, Epitaffio-Benevento e Lapìo, come pure di San Domenico di Guzman alla Cinquina in Roma. Saluto inoltre l’UNITALSI della Diocesi di Fiesole, il Coro "Orizzonti Missionari" di Rosaro ed Erbezzo, gli alunni della scuola "Santa Dorotea" di Montecchio Emilia e la compagnia "Teatro Veneto Città di Este".

A tutti auguro una buona domenica.

[SM=g27998]

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 23 ottobre 2005

Angelus, 23 ottobre 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Con l’odierna Celebrazione eucaristica in Piazza San Pietro si è chiusa l’Assemblea del Sinodo dei Vescovi. Al tempo stesso si è concluso l’Anno dell’Eucaristia, che l’amato Papa Giovanni Paolo II aveva aperto nell’ottobre 2004. Ai cari e venerati Padri Sinodali, con i quali ho potuto condividere tre settimane di intenso lavoro in un clima di comunione fraterna, rinnovo l’espressione della mia cordiale gratitudine. Le loro riflessioni, testimonianze, esperienze e proposte sul tema "L’Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa" sono state raccolte per essere elaborate in una Esortazione post-sinodale che, tenendo conto delle diverse realtà del mondo, aiuti a disegnare il volto della Comunità "cattolica", protesa a vivere unita, nella pluralità delle culture, il mistero centrale della fede: l’Incarnazione redentrice, di cui l’Eucaristia è la presenza viva.

Quest’oggi, inoltre, come mostrano i drappi esposti sulla facciata della Basilica Vaticana, ho avuto la gioia di proclamare cinque nuovi Santi che, al termine dell’Anno eucaristico, mi piace indicare quali frutti esemplari della comunione di vita con Cristo. Essi sono Józef Bilczewski, Vescovo di Leopoli dei Latini; Gaetano Catanoso, presbitero, fondatore della Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo; Zygmunt Gorazdowski, sacerdote polacco, fondatore della Congregazione delle Suore di San Giuseppe; Alberto Hurtado Cruchaga, presbitero della Compagnia di Gesù, cileno; e il religioso Cappuccino Felice da Nicosia. Ciascuno di questi discepoli di Gesù è stato interiormente formato dalla sua divina presenza accolta, celebrata e adorata nell’Eucaristia. Ognuno di loro, inoltre, ha nutrito, con diverse sfumature, una tenera e filiale devozione verso Maria, la Madre di Cristo. Questi nuovi Santi, che contempliamo nella gloria celeste, ci invitano a ricorrere in ogni circostanza alla materna protezione della Madonna, per avanzare sempre più nel cammino della perfezione evangelica, sostenuti dalla costante unione con il Signore realmente presente nel sacramento dell’Eucaristia.

In tal modo potremo vivere la vocazione a cui ogni cristiano è chiamato, quella cioè di essere "pane spezzato per la vita del mondo", come opportunamente ci ricorda l’odierna Giornata Missionaria Mondiale. Quanto mai significativo è il legame tra la missione della Chiesa e l’Eucaristia. In effetti, l’azione missionaria ed evangelizzatrice è la diffusione apostolica dell’amore che è come concentrato nel Santissimo Sacramento. Chi accoglie Cristo nella realtà del suo Corpo e Sangue non può tenere per sé questo dono, ma è spinto a condividerlo nella testimonianza coraggiosa del Vangelo, nel servizio ai fratelli in difficoltà, nel perdono delle offese. Per alcuni, poi, l’Eucaristia è germe di una specifica chiamata a lasciare tutto per andare ad annunciare Cristo a chi ancora non lo conosce. A Maria Santissima, Donna eucaristica, affidiamo i frutti spirituali del Sinodo e dell’Anno dell’Eucaristia. Sia Lei a vegliare sul cammino della Chiesa e ad insegnarci a crescere nella comunione con il Signore Gesù per essere testimoni del suo amore, in cui sta il segreto della gioia.


Dopo l'Angelus:

Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare quanti sono venuti per la canonizzazione di san Gaetano Catanoso e di san Felice da Nicosia. L’esempio e l’intercessione dei Santi vi aiutino ad essere fedeli discepoli e testimoni del Vangelo. A tutti auguro una buona domenica.

[SM=g27998]

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 30 ottobre 2005

Angelus, 30 ottobre 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Quarant’anni or sono, il 28 ottobre 1965, si tenne la settima Sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II. Ad essa ne seguirono altre tre in rapida successione, e l’ultima, l’8 dicembre, segnò la chiusura del Concilio. Nella fase finale di quello storico evento ecclesiale, che era iniziato tre anni prima, venne approvata la maggior parte dei Documenti conciliari. Alcuni di essi sono più noti e vengono spesso citati; altri lo sono di meno, ma tutti meritano di essere richiamati, perché conservano il loro valore e rivelano un’attualità che, per certi aspetti, è addirittura aumentata. Vorrei, quest’oggi, ricordare i cinque Documenti che il Servo di Dio Papa Paolo VI e i Padri conciliari firmarono quel 28 ottobre 1965. Essi sono: il Decreto Christus Dominus, sull’ufficio pastorale dei Vescovi; il Decreto Perfectae caritatis, sul rinnovamento della vita religiosa; il Decreto Optatam totius, sulla formazione sacerdotale; la Dichiarazione Gravissimum educationis, sull’educazione cristiana; e infine la Dichiarazione Nostra Aetate, sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane.

I temi della formazione dei sacerdoti, della vita consacrata e del ministero episcopale sono stati oggetto di tre Assemblee Ordinarie del Sinodo dei Vescovi, svoltesi rispettivamente nel 1990, nel 1995 e nel 2001, le quali hanno ampiamente ripreso e approfondito gli insegnamenti del Vaticano II, come attestano le Esortazioni apostoliche post-sinodali del mio amato predecessore il servo di Dio Giovanni Paolo II Pastores dabo vobis, Vita consecrata e Pastores gregis. Meno conosciuto è invece il documento sull’educazione. Da sempre la Chiesa è impegnata nell’educazione della gioventù, alla quale il Concilio riconobbe un’"estrema importanza" sia per la vita dell’uomo che per il progresso sociale (cfr Dich. Gravissimum educationis, Proemio). Anche oggi, nell’epoca della comunicazione globale, la Comunità ecclesiale avverte tutta l’importanza di un sistema educativo che riconosca il primato dell’uomo come persona, aperta alla verità e al bene. Primi e principali educatori sono i genitori, aiutati, secondo il principio di sussidiarietà, dalla società civile (cfr ivi, 3). Una speciale responsabilità educativa sente di avere la Chiesa, alla quale Cristo ha affidato il compito di annunciare "la via della vita" (cfr ibid.). Essa, in diversi modi, cerca di adempiere questa missione: in famiglia, in parrocchia, attraverso associazioni, movimenti e gruppi di formazione e d’impegno evangelico e, in modo specifico, nelle scuole, negli istituti di studi superiori e nelle università (cfr ivi, 5-12).

Anche la Dichiarazione Nostra Aetate è di grandissima attualità, perché riguarda l’atteggiamento della Comunità ecclesiale nei confronti delle religioni non cristiane. Partendo dal principio che "tutti gli uomini costituiscono una sola comunità" e che la Chiesa "ha il dovere di promuovere l’unità e l’amore" tra i popoli (n. 1), il Concilio "nulla rigetta di quanto è vero e santo" nelle altre religioni e a tutti annuncia Cristo, "via, verità e vita", in cui gli uomini trovano la "pienezza della vita religiosa" (n. 2). Con la Dichiarazione Nostra Aetate i Padri del Vaticano II hanno proposto alcune verità fondamentali: hanno ricordato con chiarezza lo speciale vincolo che lega i cristiani e gli ebrei (n. 4), hanno ribadito la stima verso i musulmani (n. 3) ed i seguaci delle altre religioni (n. 2) ed hanno confermato lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa (n. 5).

Cari fratelli e sorelle, mentre vi invito a riprendere tra le mani questi documenti, vi esorto a pregare insieme con me la Vergine Maria, affinché aiuti tutti i credenti in Cristo a tenere sempre vivo lo spirito del Concilio Vaticano II, per contribuire ad instaurare nel mondo quella fraternità universale che risponde alla volontà di Dio sull’uomo, creato a immagine di Dio.


Dopo l'Angelus:

Come tutti sappiamo, lo scorso 8 ottobre un forte terremoto ha colpito la regione del Kashmir, specialmente nel versante pakistano, provocando la morte di oltre cinquantamila persone e ingenti danni. Anche in questo caso, molteplici sono state le forme di solidarietà, ma il bisogno appare più grande degli aiuti finora offerti. Rinnovo, pertanto, il mio appello alla comunità internazionale, affinché si moltiplichino gli sforzi a sostegno di quelle popolazioni tanto provate.

Saluto di cuore i membri della Famiglia spirituale "L’Opera" (Das Werk), che celebrano i quarant’anni della loro presenza a Roma. Cari amici, auguro che la vostra attività possa essere un servizio fecondo per l’unità della Chiesa. Saluto tutti i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti da Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto, da San Donato Milanese, Liscate, Monza, Chiesanuova di Brescia, San Pietro in Casale e Cavanella Po; come pure i ragazzi di Milano e dintorni, con i loro insegnanti che appartengono alla Fraternità di Comunione e Liberazione; il Coro "San Facio", dello stesso Movimento, di Cremona e i giovani di Bagnolo Cremasco. Saluto, inoltre, i promotori dell’iniziativa "Arance di Natale", che da dieci anni fanno opera umanitaria utilizzando i loro camper; le associazioni "Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo", "Volare più in alto" e "Salute Donna". A tutti auguro una serena domenica. Arrivederci a dopodomani, per la festa di Tutti i Santi!

[SM=g27998]

 

 

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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4/18/2013 2:17 PM
 
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[SM=g27998]  SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Martedì, 1° novembre 2005

Angelus, 1° novembre 2005, Solennità di Tutti i Santi
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Celebriamo oggi la solennità di Tutti i Santi, che ci fa gustare la gioia di far parte della grande famiglia degli amici di Dio, o, come scrive san Paolo, di "partecipare alla sorte dei santi nella luce" (Col 1,12). La Liturgia ripropone l’espressione colma di meraviglia dell’apostolo Giovanni: "Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!" (1 Gv 3,1). Sì, diventare santi significa realizzare pienamente quello che già siamo in quanto elevati, in Cristo Gesù, alla dignità di figli adottivi di Dio (cfr Ef 1,5; Rm 8,14-17). Con l’incarnazione del Figlio, la sua morte e risurrezione, Dio ha voluto riconciliare a Sé l’umanità ed aprirla alla condivisione della stessa sua vita. Chi crede in Cristo Figlio di Dio rinasce "dall’alto", è come rigenerato per opera dello Spirito Santo (cfr Gv 3,1-8). Questo mistero si attua nel sacramento del Battesimo, mediante il quale la madre Chiesa dà alla luce i "santi".

La vita nuova, ricevuta nel Battesimo, non è soggetta alla corruzione e al potere della morte. Per chi vive in Cristo la morte è il passaggio dal pellegrinaggio terreno alla patria del Cielo, dove il Padre accoglie tutti i suoi figli, "di ogni nazione, razza, popolo e lingua", come leggiamo oggi nel Libro dell’Apocalisse (7,9). Per questo è molto significativo e appropriato che dopo la festa di Tutti i Santi la Liturgia ci faccia celebrare domani la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. La "comunione dei santi", che professiamo nel Credo, è una realtà che si costruisce quaggiù, ma che si manifesterà pienamente quando noi vedremo Dio "così come egli è" (1 Gv 3,2). E’ la realtà di una famiglia legata da profondi vincoli di spirituale solidarietà, che unisce i fedeli defunti a quanti sono pellegrini nel mondo. Un legame misterioso ma reale, alimentato dalla preghiera e dalla partecipazione al sacramento dell’Eucaristia. Nel Corpo mistico di Cristo le anime dei fedeli si incontrano superando la barriera della morte, pregano le une per le altre, realizzano nella carità un intimo scambio di doni. In tale dimensione di fede si comprende anche la prassi di offrire per i defunti preghiere di suffragio, in modo speciale il Sacrificio eucaristico, memoriale della Pasqua di Cristo, che ha aperto ai credenti il passaggio alla vita eterna.

Unendomi spiritualmente a quanti si recano nei cimiteri per pregare per i loro defunti, anch’io domani pomeriggio mi raccoglierò in preghiera nelle Grotte Vaticane presso le tombe dei Papi, che fanno corona al sepolcro dell’apostolo Pietro, e avrò un ricordo speciale per l’amato Giovanni Paolo II. Cari amici, la tradizionale sosta di questi giorni presso le tombe dei nostri defunti sia un’occasione per pensare senza timore al mistero della morte e coltivare quell’incessante vigilanza che ci prepara ad affrontarlo con serenità. Ci aiuti in questo la Vergine Maria, Regina dei Santi, alla quale ora con fiducia filiale ci rivolgiamo.


Dopo l'Angelus:

Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana. In questa festa di Tutti i Santi penso alla bimillenaria storia di santità che ha arricchito l’Italia e prego perché prosegua oggi e sempre. Buona giornata!

[SM=g27998]

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 6 novembre 2005

Angelus, 6 novembre 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Il 18 novembre 1965 il Concilio Ecumenico Vaticano II approvò la Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione, Dei Verbum, che costituisce una delle colonne portanti dell’intero edificio conciliare. Questo Documento tratta della Rivelazione e della sua trasmissione, dell’ispirazione e dell’interpretazione della Sacra Scrittura e della sua fondamentale importanza nella vita della Chiesa. Raccogliendo i frutti del rinnovamento teologico precedente, il Vaticano II pone al centro Cristo, presentandolo quale "il mediatore e insieme la pienezza di tutta la rivelazione" (n. 2). Infatti il Signore Gesù, Verbo fatto carne, morto e risorto, ha portato a compimento l’opera di salvezza, fatta di gesti e di parole, e ha manifestato pienamente il volto e la volontà di Dio, così che fino al suo ritorno glorioso non è da aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica (cfr n. 3). Gli Apostoli e i loro successori, i Vescovi, sono i depositari del messaggio che Cristo ha affidato alla sua Chiesa, perché fosse trasmesso integro a tutte le generazioni. La Sacra Scrittura dell’antico e del nuovo Testamento e la sacra Tradizione contengono tale messaggio, la cui comprensione progredisce nella Chiesa sotto l’assistenza dello Spirito Santo. Questa stessa Tradizione fa conoscere il canone integrale dei Libri sacri e li rende rettamente comprensibili e operanti, così che Dio, il quale ha parlato ai Patriarchi e ai Profeti, non cessa di parlare alla Chiesa e, per mezzo di questa, al mondo (cfr n. 8).

La Chiesa non vive di se stessa ma del Vangelo e dal Vangelo sempre trae orientamento per il suo cammino. La Costituzione conciliare Dei Verbum ha impresso un forte impulso alla valorizzazione della Parola di Dio, da cui è derivato un profondo rinnovamento della vita della Comunità ecclesiale, soprattutto nella predicazione, nella catechesi, nella teologia, nella spiritualità e nelle relazioni ecumeniche. È infatti la Parola di Dio che, per l’azione dello Spirito Santo, guida i credenti verso la pienezza della verità (cfr Gv 16,13). Tra i molteplici frutti di questa primavera biblica mi piace menzionare la diffusione dell’antica pratica della lectio divina, o "lettura spirituale" della Sacra Scrittura. Essa consiste nel rimanere a lungo sopra un testo biblico, leggendolo e rileggendolo, quasi "ruminandolo" come dicono i Padri, e spremendone, per così dire, tutto il "succo", perché nutra la meditazione e la contemplazione e giunga ad irrigare come linfa la vita concreta. Condizione della lectio divina è che la mente ed il cuore siano illuminati dallo Spirito Santo, cioè dallo stesso Ispiratore delle Scritture, e si pongano perciò in atteggiamento di "religioso ascolto".

Questo è l’atteggiamento tipico di Maria Santissima, così come lo mostra emblematicamente l’icona dell’Annunciazione: la Vergine accoglie il Messaggero celeste mentre è intenta a meditare le Sacre Scritture, raffigurate solitamente da un libro che Maria tiene in mano, o in grembo, o sopra un leggìo. È questa anche l’immagine della Chiesa offerta dal Concilio stesso, nella Costituzione Dei Verbum: "In religioso ascolto della Parola di Dio…" (n. 1). Preghiamo perché, come Maria, la Chiesa sia docile ancella della divina Parola e la proclami sempre con ferma fiducia, così che "il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami" (ibid.).


Dopo l'Angelus:

Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i gruppi di fedeli provenienti da Pietravolta, Mercato Saraceno, Surbo, Cerreto Sannita, Piedimonte Matese, Santa Caterina Villarmosa e Cercepiccola, come pure la Scuola dell’Infanzia di Città Sant’Angelo e l’UNITALSI di Pietrasanta.

A tutti auguro una buona domenica.
 
[SM=g27998]


ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 13 novembre 2005

Angelus, 13 novembre 2005
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Questa mattina nella Basilica di San Pietro sono stati proclamati Beati i servi di Dio Charles De Foucauld, presbitero, Maria Pia Mastena, Fondatrice delle Suore del Santo Volto, e Maria Crocifissa Curcio, Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa di Gesù Bambino. Essi vanno ad aggiungersi alla folta schiera di Beati che durante il Pontificato di Giovanni Paolo II sono stati proposti alla venerazione delle Comunità ecclesiali in cui sono vissuti, nella consapevolezza di quanto il Concilio Ecumenico Vaticano II ha fortemente sottolineato, che cioè tutti i battezzati sono chiamati alla perfezione della vita cristiana: sacerdoti, religiosi e laici, ognuno secondo il proprio carisma e la propria specifica vocazione.

In effetti, grande attenzione il Concilio ha posto al ruolo dei fedeli laici, ad essi dedicando un intero capitolo – il quarto – della Costituzione Lumen gentium sulla Chiesa, per definirne la vocazione e la missione, radicate nel Battesimo e nella Cresima e orientate a "cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio" (n. 31). Il 18 novembre 1965 i Padri approvarono uno specifico Decreto sull’apostolato dei laici, Apostolicam actuositatem. Esso sottolinea innanzitutto che "la fecondità dell’apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo" (ivi, 4), cioè da una robusta spiritualità, alimentata dalla partecipazione attiva alla Liturgia ed espressa nello stile delle beatitudini evangeliche. Per i laici, inoltre, sono di grande importanza la competenza professionale, il senso della famiglia, il senso civico e le virtù sociali. Se è vero che essi sono chiamati individualmente a rendere la loro testimonianza personale, particolarmente preziosa là dove la libertà della Chiesa incontra impedimenti, tuttavia il Concilio insiste sull’importanza dell’apostolato organizzato, necessario per incidere sulla mentalità generale, sulle condizioni sociali e sulle istituzioni (cfr ivi, 18). A questo proposito, i Padri hanno incoraggiato le molteplici associazioni dei laici, insistendo pure sulla loro formazione all’apostolato. Al tema della vocazione e missione dei laici l’amato Papa Giovanni Paolo II ha voluto dedicare l’Assemblea sinodale del 1987, dopo la quale è stata pubblicata l’Esortazione apostolica Christifideles laici.

Concludendo, vorrei ricordare che domenica scorsa, nella Cattedrale di Vicenza, è stata beatificata una madre di famiglia, Eurosia Fabris, detta "Mamma Rosa", modello di vita cristiana nello stato laicale. A tutti Coloro che già sono nella patria celeste, a tutti i nostri Santi e in primo luogo a Maria Santissima ed al suo Sposo Giuseppe, affidiamo l’intero Popolo di Dio, perché cresca in ogni battezzato la consapevolezza di essere chiamato a lavorare con impegno e con frutto nella vigna del Signore.


Dopo l'Angelus:

Si celebra oggi in Italia la Giornata del Ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro. Mi unisco alla preghiera e alla lode dei fedeli, specialmente degli agricoltori e delle comunità rurali, invitando tutti a rendere grazie a Dio per i suoi benefici. Auspico che la recente "Nota pastorale" dei Vescovi italiani dedicata al mondo rurale aiuti questa parte così importante della società a conservare il suo ricco patrimonio religioso e culturale, per il bene di tutto il Paese.

Rinnovo il mio saluto ai pellegrini italiani venuti in occasione della beatificazione di Charles de Foucauld, Maria Pia Mastena e Maria Crocifissa Curcio. Con affetto lo estendo al folto gruppo della parrocchia dei Santi Angeli Custodi in Riccione ed a quello proveniente dalle ridenti colline del Monferrato. Saluto inoltre i fedeli provenienti da Pollenza Scalo, Alba Adriatica, Valenzano, Valmontone, Lecce, San Giuseppe Vesuviano, Cagliari e Correggio; come pure il gruppo della Cassa Rurale Romagna Est. Infine, i più vicini: gli amici di Santa Maria delle Grazie alle Fornaci, a due passi dal Vaticano.

A tutti auguro una buona domenica.

[SM=g27998]

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 20 novembre 2005
Solennità di Cristo Re dell'universo

Angelus, 20 novembre 2005, Solennità di Cristo Re dell'universo
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Quest’oggi, ultima domenica dell’Anno liturgico, si celebra la solennità di Cristo Re dell’universo. Fin dall’annuncio della sua nascita, il Figlio unigenito del Padre, nato dalla Vergine Maria, viene definito "re", nel senso messianico, cioè erede del trono di Davide, secondo le promesse dei profeti, per un regno che non avrà fine (cfr Lc 1,32-33). La regalità di Cristo rimase del tutto nascosta, fino ai suoi trent’anni, trascorsi in un’esistenza ordinaria a Nazaret. Poi, durante la vita pubblica, Gesù inaugurò il nuovo Regno, che "non è di questo mondo" (Gv 18,36), ed alla fine lo realizzò pienamente con la sua morte e risurrezione. Apparendo risorto agli Apostoli disse: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra" (Mt 28,18): questo potere scaturisce dall’amore, che Dio ha manifestato in pienezza nel sacrificio del suo Figlio. Il Regno di Cristo è dono offerto agli uomini di ogni tempo, perché chiunque crede nel Verbo incarnato "non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3,16). Per questo, proprio nell’ultimo Libro della Bibbia, l’Apocalisse, Egli proclama: "Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine" (Ap 22,13).

"Cristo alfa e omega", così si intitola il paragrafo che conclude la prima parte della Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II, promulgata 40 anni or sono. In quella bella pagina, che riprende alcune parole del Servo di Dio Papa Paolo VI, leggiamo: "Il Signore è il fine della storia umana, il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia d’ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni". E così prosegue: "Nel suo Spirito vivificati e coadunati, noi andiamo pellegrini incontro alla finale perfezione della storia umana, che corrisponde in pieno col disegno del suo amore: «ricapitolare tutte le cose in Cristo, quelle del cielo come quelle della terra» (Ef 1,10)" (GS, n. 45). Alla luce della centralità di Cristo, la Gaudium et spes interpreta la condizione dell’uomo contemporaneo, la sua vocazione e dignità, come pure gli ambiti della sua vita: la famiglia, la cultura, l’economia, la politica, la comunità internazionale. E’ questa la missione della Chiesa ieri, oggi e sempre: annunciare e testimoniare Cristo, perché l’uomo, ogni uomo possa realizzare pienamente la sua vocazione.

La Vergine Maria, che Dio ha associato in modo singolare alla regalità del suo Figlio, ci ottenga di accoglierlo come Signore della nostra vita, per cooperare fedelmente all’avvento del suo Regno di amore, di giustizia e di pace.


Dopo l'Angelus:

Domani, memoria liturgica della Presentazione di Maria Santissima al tempio, si celebra la Giornata pro orantibus, cioè per le comunità religiose di vita contemplativa. A nome di tutta la Chiesa, esprimo gratitudine a quanti consacrano la loro vita alla preghiera nella clausura, offrendo un’eloquente testimonianza del primato di Dio e del suo Regno. Esorto ad essere loro vicini con il nostro sostegno spirituale e materiale.

Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i gruppi provenienti da Pera di Fassa, Rimini, Porto San Giorgio, Silvi Marina, Aprilia, Nettuno, Aquino, Cagliari e Calvi. Saluto inoltre l’Azione Cattolica della Diocesi di Oppido-Palmi, l’Associazione Mariana d’Italia, gli sbandieratori e musici di Motta Sant’Anastasia e il Corpo musicale di Nozzano Castello.

Auguro a tutti una buona domenica di Cristo Re.

[SM=g27998]

ANGELUS

[SM=g28004]  I Domenica di Avvento, 27 novembre 2005

Angelus, 27 novembre 2005, I Domenica di Avvento
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Con l’odierna domenica inizia l’Avvento, un tempo di grande suggestione religiosa, perché intriso di speranza e di attesa spirituale: ogni volta che la Comunità cristiana si prepara a fare memoria della nascita del Redentore, avverte in se stessa un fremito di gioia, che si comunica in certa misura all’intera società. In Avvento il popolo cristiano rivive un duplice movimento dello spirito: da una parte, alza lo sguardo verso la meta finale del suo pellegrinare nella storia, che è il ritorno glorioso del Signore Gesù; dall’altra, ricordandone con emozione la nascita a Betlemme, si china dinanzi al Presepe. La speranza dei cristiani è rivolta al futuro, ma resta sempre ben radicata in un evento del passato. Nella pienezza dei tempi il Figlio di Dio è nato dalla Vergine Maria: "Nato da donna, nato sotto la legge", come scrive l’apostolo Paolo (Gal 4,4).

Il Vangelo ci invita oggi a restare vigilanti nell’attesa dell’ultima venuta di Cristo. "Vegliate!", dice Gesù, "poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà" (Mc 13,35.37). La breve parabola del padrone partito per un viaggio e dei servi incaricati di farne le veci pone in evidenza quanto sia importante essere pronti ad accogliere il Signore quando, all’improvviso, arriverà. La Comunità cristiana aspetta con ansia la sua "manifestazione", e l’apostolo Paolo, scrivendo ai Corinzi, li esorta a confidare nella fedeltà di Dio e a vivere in modo da essere trovati "irreprensibili" (cfr 1 Cor 1,7-9) nel giorno del Signore. Molto opportunamente, perciò, all’inizio dell’Avvento la liturgia ci pone sulle labbra l’invocazione del Salmo: "Mostraci, Signore, la tua misericordia, e donaci la tua salvezza" (Sal 84,8).

Potremmo dire che l’Avvento è il tempo in cui occorre che i cristiani risveglino nel loro cuore la speranza di potere, con l’aiuto di Dio, rinnovare il mondo. A questo proposito vorrei ricordare anche oggi la Costituzione del Concilio Vaticano II Gaudium et spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo: è un testo profondamente pervaso di speranza cristiana. Mi riferisco in particolare al n. 39, intitolato "Terra nuova e cielo nuovo". Vi si legge: "Sappiamo dalla rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia (cfr 2 Cor 5,2; 2 Pt 3,13)… Tuttavia l’attesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente". I buoni frutti della nostra operosità li ritroveremo, infatti, quando il Cristo consegnerà al Padre il suo regno eterno e universale. Maria Santissima, Vergine dell’Avvento, ci ottenga di vivere questo tempo di grazia vigilanti e operosi nell’attesa del Signore.


 

Dopo l’Angelus

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli provenienti da Arconate, Cava Manara e Carbonara, Reana del Rojale, Pescasseroli e Laurignano di Dipignano. Saluto inoltre il gruppo folcloristico venuto da Aviano, gli Scout di Velletri e gli allievi del Centro di formazione professionale di Taranto. A tutti auguro una serena domenica e un buon cammino di Avvento.

Buona domenica e buon Avvento!

[SM=g27998]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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4/18/2013 2:25 PM
 
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BENEDETTO XVI

ANGELUS

II Domenica di Avvento, 4 dicembre 2005

Angelus, 4 dicembre 2005, II Domenica di Avvento
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

  

Cari fratelli e sorelle!

In questo tempo d’Avvento la Comunità ecclesiale, mentre si prepara a celebrare il grande mistero dell’Incarnazione, è invitata a riscoprire e approfondire la propria relazione personale con Dio. La parola latina "adventus" si riferisce alla venuta di Cristo e mette in primo piano il movimento di Dio verso l’umanità, al quale ciascuno è chiamato a rispondere con l’apertura, l’attesa, la ricerca, l’adesione. E come Dio è sovranamente libero nel rivelarsi e nel donarsi, perché mosso soltanto dall’amore, così anche la persona umana è libera nel dare il suo, pur doveroso, assenso: Dio attende una risposta d’amore. In questi giorni la liturgia ci presenta come modello perfetto di tale risposta la Vergine Maria, che giovedì prossimo 8 dicembre contempleremo nel mistero dell’Immacolata Concezione.

La Vergine è Colei che resta in ascolto, pronta sempre a compiere la volontà del Signore, ed è esempio per il credente che vive nella ricerca di Dio. A questo tema, come pure al rapporto tra verità e libertà, il Concilio Vaticano II ha dedicato un’attenta riflessione. In particolare, i Padri Conciliari hanno approvato, proprio quarant’anni or sono, una Dichiarazione concernente la questione della libertà religiosa, cioè il diritto delle persone e delle comunità a poter ricercare la verità e professare liberamente la loro fede. Le prime parole che danno il titolo a tale Documento sono "dignitatis humanae": la libertà religiosa deriva dalla singolare dignità dell’uomo che, fra tutte le creature di questa terra, è l’unica in grado di stabilire una relazione libera e consapevole con il suo Creatore. "A motivo della loro dignità – dice il Concilio – tutti gli uomini, in quanto sono persone, dotate di ragione e di libera volontà… sono spinti dalla loro stessa natura e tenuti per obbligo morale a cercare la verità, in primo luogo quella concernente la religione" (DH, 2). Il Vaticano II riafferma così la dottrina tradizionale cattolica per cui l’uomo, in quanto creatura spirituale, può conoscere la verità e, quindi, ha il dovere e il diritto di cercarla (cfr ivi, 3). Posto questo fondamento, il Concilio insiste ampiamente sulla libertà religiosa, che dev’essere garantita sia ai singoli che alle comunità, nel rispetto delle legittime esigenze dell’ordine pubblico. E questo insegnamento conciliare, dopo quarant’anni, resta ancora di grande attualità. Infatti la libertà religiosa è ben lontana dall’essere ovunque effettivamente assicurata: in alcuni casi essa è negata per motivi religiosi o ideologici; altre volte, pur riconosciuta sulla carta, viene ostacolata nei fatti dal potere politico oppure, in maniera più subdola, dal predominio culturale dell’agnosticismo e del relativismo.

Preghiamo perché ogni uomo possa realizzare pienamente la vocazione religiosa che porta inscritta nel proprio essere. Ci aiuti Maria a riconoscere nel volto del Bambino di Betlemme, concepito nel suo seno verginale, il divino Redentore venuto nel mondo per rivelarci il volto autentico di Dio.


 

Dopo l’Angelus

Traduzione italiana del saluto in lingua francese:

[Saluto i pellegrini francofoni presenti questa mattina. Che possiate preparare le vie del Signore nel vostro cuore e con una rinnovata attenzione per i più bisognosi! Nel corso della prossima settimana, il 9 dicembre, festeggeremo il trentesimo anniversario della Dichiarazione dei diritti delle persone disabili, proclamata dall'ONU. In questa occasione, invito ognuno ad adoperarsi sempre più a favore dell'inserimento delle persone disabili nella società, nel mondo del lavoro, ma anche nella comunità cristiana, ricordandosi che ogni vita umana è degna di rispetto e deve essere tutelata dal suo concepimento sino alla sua fine naturale. Assicuro tutti coloro che si dedicano già a questo immenso compito del mio sostegno e della mia preghiera.]


Saluto infine i pellegrini di lingua italiana, in particolare la delegazione di partecipanti alle "Giornate per la Cooperazione Italiana", promosse dal Ministero degli Affari Esteri, incoraggiando tutti coloro che uniscono i loro sforzi per promuovere un mondo più giusto e solidale. Saluto inoltre i gruppi provenienti da Cento, Pescara, Andria e Pachino, come pure i fedeli della parrocchia di San Raffaele Arcangelo al Trullo in Roma. A tutti auguro una buona domenica.

Un buon tempo di Avvento. Il Signore ci dà finalmente il sole! E vediamo come progredisce la costruzione del Presepe in Piazza San Pietro, come si avvicina il Natale. Auguri e buona domenica!.

[SM=g27998]

SOLENNITÀ DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE
DELLA BEATA VERGINE MARIA

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Giovedì, 8 dicembre 2005

Angelus, 8 dicembre 2005, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Celebriamo oggi la solennità dell’Immacolata Concezione. E’ un giorno di intenso gaudio spirituale, nel quale contempliamo la Vergine Maria, "umile e alta più che creatura / termine fisso d’eterno consiglio", come canta il sommo poeta Dante (Par., XXXIII, 3). In Lei rifulge l’eterna bontà del Creatore che, nel suo disegno di salvezza, l’ha prescelta per essere madre del suo unigenito Figlio, e, in previsione della morte di Lui, l’ha preservata da ogni macchia di peccato (cfr Orazione colletta). Così, nella Madre di Cristo e Madre nostra si è realizzata perfettamente la vocazione di ogni essere umano. Tutti gli uomini, ricorda l’apostolo Paolo, sono chiamati ad essere santi e immacolati al cospetto di Dio nell’amore (cfr Ef 1,4). Guardando alla Madonna, come non lasciar ridestare in noi, suoi figli, l’aspirazione alla bellezza, alla bontà, alla purezza del cuore? Il suo celeste candore ci attira verso Dio, aiutandoci a superare la tentazione di una vita mediocre, fatta di compromessi con il male, per orientarci decisamente verso l’autentico bene, che è sorgente di gioia.

Quest’oggi il mio pensiero va all’8 dicembre del 1965, quando il Servo di Dio Paolo VI chiuse solennemente il Concilio Ecumenico Vaticano II, l’evento ecclesiale più grande del secolo ventesimo, che il beato Giovanni XXIII aveva iniziato tre anni prima. Tra l’esultanza di numerosi fedeli in Piazza San Pietro, Paolo VI affidò l’attuazione dei documenti conciliari alla Vergine Maria, invocandola col dolce titolo di Madre della Chiesa. Presiedendo questa mattina una solenne Celebrazione eucaristica nella Basilica Vaticana, ho voluto rendere grazie a Dio per il dono del Concilio Vaticano II. Ho voluto, inoltre, rendere lode a Maria Santissima per aver accompagnato questi quarant’anni di vita ecclesiale ricchi di tanti eventi. In modo speciale, Maria ha vegliato con materna premura sul pontificato dei miei venerati Predecessori, ognuno dei quali, con grande saggezza pastorale, ha guidato la barca di Pietro sulla rotta dell’autentico rinnovamento conciliare, lavorando incessantemente per la fedele interpretazione ed attuazione del Concilio Vaticano II.

Cari fratelli e sorelle, a coronamento dell’odierna giornata tutta dedicata alla Vergine Santa, seguendo un’antica tradizione nel pomeriggio mi recherò a Piazza di Spagna, ai piedi della statua dell’Immacolata. Vi chiedo di unirvi spiritualmente a me in questo pellegrinaggio, che vuole essere un atto di filiale devozione a Maria, per affidarLe l’amata città di Roma, la Chiesa e l’intera umanità.


Dopo l'Angelus:

Rivolgo uno speciale saluto ai membri della Pontificia Accademia dell’Immacolata, accompagnati dal Presidente, il Cardinale Andrzej Maria Deskur, come pure ai componenti della "Casa di Maria". La Vergine Santa vegli sempre su di voi e sulle vostre attività.

Sono lieto di benedire la fiaccola olimpica, che oggi transita da Roma nel suo itinerario verso Torino, sede dei prossimi Giochi Olimpici Invernali. Possa questa fiamma ricordare a tutti i valori di pace e di fratellanza che stanno alla base delle Olimpiadi.

Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli della parrocchia di san Raffaele Arcangelo al Trullo in Roma e i membri dell’Opera della Chiesa, come pure l’Associazione "Amici dei bambini", di Milano.

Buona festa a tutti!

[SM=g27998]

ANGELUS

Piazza San Pietro
III Domenica d'Avvento, 11 dicembre 2005

Angelus, 11 dicembre 2005, III Domenica di Avvento
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Dopo aver celebrato la solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, entriamo in questi giorni nel clima suggestivo della preparazione prossima al Santo Natale. Nell’odierna società dei consumi, questo periodo subisce purtroppo una sorta di "inquinamento" commerciale, che rischia di alterarne l’autentico spirito, caratterizzato dal raccoglimento, dalla sobrietà, da una gioia non esteriore ma intima. E’ dunque provvidenziale che, quasi come una porta d’ingresso al Natale, vi sia la festa di Colei che è la Madre di Gesù, e che meglio di chiunque altro può guidarci a conoscere, amare, adorare il Figlio di Dio fatto uomo. Lasciamo dunque che sia Lei ad accompagnarci; siano i suoi sentimenti ad animarci, perché ci predisponiamo con sincerità di cuore e apertura di spirito a riconoscere nel Bambino di Betlemme il Figlio di Dio venuto sulla terra per la nostra redenzione. Camminiamo insieme a Lei nella preghiera, e accogliamo il ripetuto invito che la liturgia dell’Avvento ci rivolge a restare nell’attesa, un’attesa vigilante e gioiosa perché il Signore non tarderà: Egli viene a liberare il suo popolo dal peccato.

In tante famiglie, seguendo una bella e consolidata tradizione, subito dopo la festa dell’Immacolata si inizia ad allestire il Presepe, quasi per rivivere insieme a Maria quei giorni pieni di trepidazione che precedettero la nascita di Gesù. Costruire il Presepe in casa può rivelarsi un modo semplice, ma efficace di presentare la fede per trasmetterla ai propri figli. Il Presepe ci aiuta a contemplare il mistero dell’amore di Dio che si è rivelato nella povertà e nella semplicità della grotta di Betlemme. San Francesco d’Assisi fu così preso dal mistero dell’Incarnazione che volle riproporlo a Greccio nel Presepe vivente, divenendo il tal modo iniziatore di una lunga tradizione popolare che ancor oggi conserva il suo valore per l’evangelizzazione. Il Presepe può infatti aiutarci a capire il segreto del vero Natale, perché parla dell’umiltà e della bontà misericordiosa di Cristo, il quale "da ricco che era, si è fatto povero" (2 Cor 8,9) per noi. La sua povertà arricchisce chi la abbraccia e il Natale reca gioia e pace a coloro che, come i pastori a Betlemme, accolgono le parole dell’angelo: "Questo per voi il segno: un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia" (Lc 2,12). Questo rimane il segno, anche per noi, uomini e donne del Duemila. Non c’è altro Natale.

Come faceva l’amato Giovanni Paolo II, tra poco anch’io benedirò i Bambinelli che i ragazzi di Roma collocheranno nel Presepe delle loro case. Con questo gesto vorrei invocare l’aiuto del Signore perché tutte le famiglie cristiane si preparino a celebrare con fede le prossime feste natalizie. Ci aiuti Maria ad entrare nel vero spirito del Natale.


Dopo l'Angelus:

Anche quest’anno, durante il tempo di Avvento, la Diocesi di Roma propone l’iniziativa "Nuove chiese per Roma", tesa a sensibilizzare la Comunità ecclesiale sulla necessità di costruire nuovi complessi parrocchiali nei quartieri che ancora ne sono privi. Mentre ringrazio quanti con il loro generoso impegno hanno permesso in questi anni di dotare numerose zone di periferia di appropriati centri pastorali, faccio appello alla sensibilità di tutti, perché ancora molto resta da fare per assicurare ai fedeli di questa Città, che continua a crescere, ambienti adeguati per la liturgia, la catechesi e le opere di animazione sociale e culturale.

Ricordo inoltre che giovedì prossimo, 15 dicembre, nella Basilica di San Pietro, incontrerò gli universitari degli Atenei romani. Invito tutti ad unirsi a questo momento di preghiera in preparazione al Natale.

Saluto con affetto i gruppi di pellegrini italiani presenti; in particolare, i numerosi ragazzi degli Oratori e delle Parrocchie di Roma venuti con i bambinelli e le statuine del presepe, che poc’anzi ho benedetto. Saluto inoltre i fedeli delle Parrocchie di San Francesco in Ancona, Sant’Agostino in Pesaro, San Bartolomeo in Ascoli Piceno; come pure i pellegrini di Settimo Torinese, di Rimini e di Como. A tutti auguro buona domenica e buon Avvento.

[SM=g27998]


ANGELUS

Piazza San Pietro
IV Domenica d'Avvento, 18 dicembre 2005

 

Cari fratelli e sorelle!

In questi ultimi giorni dell’Avvento la liturgia ci invita a contemplare in modo speciale la Vergine Maria e san Giuseppe, che hanno vissuto con intensità unica il tempo dell'attesa e della preparazione della nascita di Gesù. Desidero quest'oggi rivolgere lo sguardo alla figura di san Giuseppe. Nell'odierna pagina evangelica san Luca presenta la Vergine Maria come "sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe" (Lc 1, 27). È però l'evangelista Matteo a dare maggior risalto al padre putativo di Gesù, sottolineando che, per suo tramite, il Bambino risultava legalmente inserito nella discendenza davidica e realizzava così le Scritture, nelle quali il Messia era profetizzato come "figlio di Davide". Ma il ruolo di Giuseppe non può certo ridursi a questo aspetto legale. Egli è modello dell'uomo "giusto" (Mt 1, 19), che in perfetta sintonia con la sua sposa accoglie il Figlio di Dio fatto uomo e veglia sulla sua crescita umana. Per questo, nei giorni che precedono il Natale, è quanto mai opportuno stabilire una sorta di colloquio spirituale con san Giuseppe, perché egli ci aiuti a vivere in pienezza questo grande mistero della fede.

L'amato Papa Giovanni Paolo II, che era molto devoto di san Giuseppe, ci ha lasciato una mirabile meditazione a lui dedicata nell'Esortazione apostolica Redemptoris Custos, "Custode del Redentore". Tra i molti aspetti che pone in luce, un accento particolare dedica al silenzio di san Giuseppe. Il suo è un silenzio permeato di contemplazione del mistero di Dio, in atteggiamento di totale disponibilità ai voleri divini. In altre parole, il silenzio di san Giuseppe non manifesta un vuoto interiore, ma, al contrario, la pienezza di fede che egli porta nel cuore, e che guida ogni suo pensiero ed ogni sua azione. Un silenzio grazie al quale Giuseppe, all'unisono con Maria, custodisce la Parola di Dio, conosciuta attraverso le Sacre Scritture, confrontandola continuamente con gli avvenimenti della vita di Gesù; un silenzio intessuto di preghiera costante, preghiera di benedizione del Signore, di adorazione della sua santa volontà e di affidamento senza riserve alla sua provvidenza. Non si esagera se si pensa che proprio dal "padre" Giuseppe Gesù abbia appreso - sul piano umano - quella robusta interiorità che è presupposto dell'autentica giustizia, la "giustizia superiore", che Egli un giorno insegnerà ai suoi discepoli (cfr Mt 5, 20).

Lasciamoci "contagiare" dal silenzio di san Giuseppe! Ne abbiamo tanto bisogno, in un mondo spesso troppo rumoroso, che non favorisce il raccoglimento e l'ascolto della voce di Dio. In questo tempo di preparazione al Natale coltiviamo il raccoglimento interiore, per accogliere e custodire Gesù nella nostra vita.


Dopo l'Angelus:

Il mio saluto va ora ai pellegrini provenienti da varie parti d’Italia, in particolare ai rappresentanti dell’Associazione Per una speranza in più, di Verona, e agli organizzatori del Presepe itinerante per aiutare chi soffre. Un pensiero affettuoso rivolgo agli allievi delle Scuole di Calcio del Settore Giovanile Scolastico della Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC), e auguro loro che lo sport sia "palestra" di vera preparazione alla vita.

Grazie a tutti per la gradita visita. Buona domenica!

[SM=g27998]

ANGELUS

Festa di santo Stefano protomartire
Lunedì, 26 dicembre 2005

Angelus, 26 dicembre 2005, Festa di santo Stefano protomartire
[Croato, Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

 

Cari fratelli e sorelle!

Dopo aver celebrato ieri con solennità il Natale di Cristo, facciamo oggi memoria della nascita al cielo di Santo Stefano, il primo martire. Un particolare legame unisce queste due feste ed è ben sintetizzato nella liturgia ambrosiana da questa affermazione: "Ieri il Signore è nato sulla terra perché Stefano nascesse al cielo" (Allo spezzare del pane). Come Gesù sulla croce si è affidato completamente al Padre e ha perdonato i suoi uccisori, così Stefano al momento della sua morte prega dicendo: "Signore Gesù, accogli il mio spirito"; e ancora: "Signore, non imputare loro questo peccato" (cfr At 7, 59-60). Stefano è un autentico discepolo di Gesù e un perfetto suo imitatore. Inizia con lui quella lunga serie di martiri che hanno suggellato la propria fede con l'offerta della vita, proclamando con la loro eroica testimonianza che Dio si è fatto uomo per aprire all'uomo il Regno dei Cieli.

Nell'atmosfera di gioia del Natale non sembri fuori luogo il riferimento al martirio di Santo Stefano. In effetti, sulla mangiatoia di Betlemme già s'allunga l'ombra della Croce. La preannunciano la povertà della stalla in cui il Bambino vagisce, la profezia di Simeone sul segno di contraddizione e sulla spada destinata a trafiggere l'anima della Vergine, la persecuzione di Erode che renderà necessaria la fuga in Egitto. Non deve stupire che un giorno questo Bambino, diventato adulto, chieda ai suoi discepoli di seguirlo sul cammino della Croce con totale fiducia e fedeltà. Attratti dal suo esempio e sorretti dal suo amore molti cristiani, già alle origini della Chiesa, testimonieranno la loro fede con l'effusione del sangue. Ai primi martiri ne seguiranno altri nel corso dei secoli fino ai giorni nostri. Come non riconoscere che anche in questo nostro tempo, in varie parti del mondo, professare la fede cristiana richiede l'eroismo dei martiri? Come non dire poi che dappertutto, anche là dove non vi è persecuzione, vivere con coerenza il Vangelo comporta un alto prezzo da pagare?

Contemplando il divino Bambino fra le braccia di Maria e guardando all'esempio di Santo Stefano, chiediamo a Dio la grazia di vivere con coerenza la nostra fede, pronti sempre a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi (cfr 1 Pt 3, 15).


Dopo l'Angelus:

Rivolgo, infine, il mio cordiale saluto a tutti voi, cari pellegrini di lingua italiana, e vi auguro di conservare in questi giorni il clima spirituale di gioia e di serenità del Santo Natale.

[SM=g27998]

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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